Assortimento di demolizioni e il titolo-vaccino del mese
giovedì 28 gennaio 2021
Giusto e nobile l'appello ai costruttori. Intanto però sulla stampa patria impazzano demolitori, rottamatori e pure siluranti. Vittima dichiarata è Anthony Fauci che, a smentita del suo temibile cognome, ai tempi di Trump finiva regolarmente nelle fauci altrui. Così, nel servizio di Giuseppe Sarcina sul "Corriere della sera", descrive il suo anno alla Casa Bianca: «Per loro ero una puzzola al picnic». C'è chi demolisce con feroce, allegro e compiaciuto accanimento, come su "Libero" fanno Vittorio Feltri con il sindaco di Milano Giuseppe Sala e Iuri Maria Prado che depone l'ultimo definitivo macigno sull'anniversario del Pci: «I comunisti erano brutti e diffondevano tristezza». C'è chi demolisce a sorpresa (positiva), come Luca Zaia, intervistato da Concetto Vecchio sulla "Repubblica", fa con i negazionisti: «È incredibile che ci sia gente in giro che continua a dire che i campi di concentramento non sono mai esistiti, e che parla della Shoah dileggiando gli ebrei. I campi nazisti rappresentano una ferita ancora viva e sanguinante».
C'è chi demolisce con grazia e ironia, quindi con maggiore efficacia. Virginia Raggi a Roma nomina assessora alla cultura l'amica Lorenza Fruci, autrice di una biografia di Betty Page, regina del burlesque. Sarà all'altezza di tanto incarico? Nella sua rubrica "Il caffè", sul "Corriere", Massimo Gramellini chiosa: «Ha comunque scritto un libro, forse lo ha addirittura letto, e questo basta e avanza per farla svettare nel panorama culturale, denso di avvallamenti, della politica italiana». Il "Fatto" riesuma antichi tirannicidi: «Conte ci riprova, ecco i pugnalatori» con fotomontaggio esplicativo. "Libero" evoca invece la guerra sottomarina: «Imperativo: silurare Conte».
Premio di miglior titolo del mese all'anonimo redattore del "Fatto" che così sintetizza l'articolo di Giovanni De Luna sul binomio memoria della Shoah/democrazia: «La memoria è il vaccino per tutte le democrazie». Avvertenza: tale vaccino ha però bisogno di continui richiami, senza fine.
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