Accuse false: zero nei titoli Ma talvolta il testo è peggio
sabato 12 gennaio 2019
Titolo-strillo ieri (“Libero”, p. 16): «La Chiesa si adegua ai tempi e allunga la lista dei peccati» e disinvolto sommarietto: «Nel mirino dei confessori gli odiatori della rete, i bulli, chi non paga le tasse o non è ambientalista. Anche sbagliare la raccolta dei rifiuti è oggi una colpa».
L'apparente lamentela in realtà è un'accusa falsa: violenza, evasione fiscale e danni alla cosa pubblica sono peccati da sempre, e l'odio è peccato che senza pentimento è imperdonabile. Nei fatti eccolo che arriva in rete e trabocca in certe pagine ove per parlare male della Chiesa e del Papa tutto fa brodo. La colpa? I richiami particolari e insistenti a Vangelo e Concilio di papa Francesco sono veramente «nel mirino», proprio come si legge in quel sommarietto.
Eppure le pagine del Vangelo sono a “firma” davvero illustre. Quanto al Concilio, poi, qualcuno si sente disturbato dall'abbraccio cordiale e festoso, concreto e generoso della Chiesa “in uscita” a tutti i fratelli senza distinzioni di razza, di religione o di altro, eco viva con termini diversi dei messaggi finali di Paolo VI in quell'8 dicembre 1965 che concludeva il Vaticano II.
Ma purtroppo è così e se ieri (“Libero”, p. 1 e interno) leggi «Comandano i terroni (sic!)... ai meridionali 3 cariche istituzionali su 4», capisci che qualcuno magari si dice anche cattolico, ma poi non vuol capire e allora sempre lì (6/1, p. 5) strilla che «La Chiesa ormai pensa solo ai migranti», o altrove ieri per l'accoglienza della Chiesa valdese ai migranti titola «Laicisti e pro gay: chi sono i valdesi»... Fratelli di fede e di secoli, fatti anche di fatica e ricerca dell'unità voluta dal Signore, indicati con l'aggiunta dell'ignoranza che fa scrivere così: «La Chiesa protestante» (sic)! L'odio è peccato da sempre, ma l'ignoranza che odia fa dama da sola.
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