Come vino rosso, che ha bisogno di decantare

Stare in compagnia di qualcuno o qualcosa che ci autorizza a fermarci, a dirci che andiamo bene anche se per qualche minuto non siamo stati per performanti, credo sia una "grazia" e al tempo stesso un necessario permesso che possiamo donare a noi e agli altri
January 15, 2026
Come vino rosso, che ha bisogno di decantare
@Canva
“Trascorrere qualche minuto, ora, in serenità" e tra le tante, l'affermazione più ricorrente che ci viene condivisa quando per la prima volta conosciamo, chi dall'altra parte dello schermo ci conosce già.
All'inizio non avevamo fatto subito caso a questa ulteriore possibilità, ma quando è iniziata a ripetersi da Nord a Sud, con i diversi dialetti, nelle diverse età, allora è emersa subito una constatazione apparentemente comune, quasi banale, ma che forza merita di maggiore attenzione: nel tempo delle nostre giornate abbiamo bisogno di spazi e tempi di serenità, di momenti di sosta, di ristoro, di disinvoltura, di quiete; come quando stappi una bottiglia di un buon vino rosso e lo lasci decantare, poiché solo così riesce a far emergere tutto il suo profumo, il suo gusto, la molteplicità degli aromi, dei colori, e di quanto nella bottiglia era potenzialmente "tappato".
Questa volta non è una sola storia che vorrei condividere, ma la voce di tanti, davvero tanti che senza saperlo sono stati coro di un comune desiderio, di una comune voce, di un condiviso sentire, quella instancabile esigenza di gustare attimi di ordinaria serenità, quella che rinforza le relazioni familiari, amicali, per sperimentare benevolenza, per un bene proprio, altrui, per un bene comune, un ben sentire, dire, parlare e sperare.
Il tempo e lo spazio del decantare, del posarsi sono fondamentali quando nell'arco di una giornata siamo passati da un "fare" ad un altro senza sosta, senza pause, senza la possibilità di renderci conto di cosa veramente volevamo o potevamo fare o non fare, o magari fare diversamente. Stare in compagnia di qualcuno o qualcosa che ci autorizza a fermarci, a dirci che andiamo bene anche se per qualche minuto non siamo stati performanti, credo sia una "grazia" e al tempo stesso un necessario permesso che possiamo donare a noi e agli altri. Quando dalla bottiglia passa al decanter il vino non è più lo stesso, poiché assume un'altra forma, un'altra postura, dando a se stesso la possibilità di essere unico seppur nel suo genere. Basterebbe davvero così poco per dare maggiore profondità e bellezza alla nostra vita alla nostra vita, basterebbe semplicemente passare in "un decanter", uno spazio un tempo che ci lascino decantare che ci lascino riscoprire l'unicità di cui siamo portatori. Quando questo ritornello è iniziato a ripetersi da persona a persona al telefono in una mail in una lettera la sensazione è stata quella che non solo le persone che quello spazio c'è stato davvero che quella ordinaria serenità che disinnesca il "potere" della violenza e del rancore è possibile e necessaria, supera gli aspettative e permette di scoprire quanto di buono e di bello ci abita che ancora non conosciamo.

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