Alberto Angela a Versailles, un racconto senza precedenti

Angela porta Versailles in tv con un unico piano sequenza record, mescolando storia e spettacolo.
March 5, 2026
Alberto Angela a Versailles, un racconto senza precedenti
Vedendo due anni fa lo speciale di Meraviglie dedicato a Pompei non sapevamo cos’altro dire in positivo di Alberto Angela, anche perché in quell’occasione si era cimentato con una novità assoluta, un’impresa, un programma girato con un solo piano sequenza, un’unica inquadratura di oltre due ore, senza stacchi nella ripresa, con una telecamera, sempre la stessa, a seguire passo passo il conduttore tra gli scavi archeologici per oltre tre chilometri, compresi alcuni spostamenti in auto, anche questi senza mai interrompere la ripresa. Un piano sequenza al quale si erano adattati, rispettando i precisi tempi di entrata in scena, ovvero nell’inquadratura, anche gli «ospiti», ben sedici tra archeologi, antropologi, restauratori e ingegneri.
Una scelta tecnica e stilistica che fino a quel momento aveva sperimentato solo il cinema e che Angela aveva motivato con l’intento di voler far sentire il telespettatore ancora più partecipe, di prenderlo per mano, di fargli vivere le meraviglie di Pompei come fosse un pompeiano. Una sfida impegnativa, che il noto divulgatore ha voluto ripetere e persino ampliare con uno speciale questa volta di Ulisse, il piacere della scoperta dal titolo esplicito Versailles in piano sequenza, andato in onda lunedì 2 marzo in prima serata su Rai 1 e ora disponibile, come l’altro, su RaiPlay. Esplicito il titolo, ma anche l’anteprima in cui Angela spiega «la tecnica di ripresa che non si ferma mai» e introduce «i dronisti» facendo vedere che quella stessa telecamera che lo segue («Un angelo custode che ti obbliga a non sbagliare») a un certo punto, senza interrompere la ripresa nemmeno in questo caso, viene attaccata al drone e innalzata in cielo.
«Sempre più difficile!», direbbero i circensi alla ricerca del limite. Fatto sta che Angela, con qualche piccolo espediente in post produzione (grafico e di doppiaggio per tradurre dal francese), conduce il telespettatore per due ore e ventiquattro minuti (il più lungo piano sequenza mai realizzato in tv) tra i saloni, le stanze più o meno segrete e i giardini della magnificente reggia barocca alle porte di Parigi voluta da Luigi XIV, il Re Sole, nella seconda metà del Seicento. Tra il valore architettonico della costruzione e il fasto evidente degli arredi, la storia di Versailles favorisce anche a un gossip d’epoca a cui la tv ben si presta rendendo il racconto intrigante con le tante vicende amorose più o meno lecite vissute tra le mura reali. Ma è giusto così, perché la televisione è pur sempre spettacolo, anche quando fa cultura. Diversamente è noia, per dirla parafrasando Califano. Per cui appuntiamo al petto di Alberto Angela un’altra medaglia al valore televisivo, da condividere con lo staff tecnicoartistico che il drone nel suo ultimo volo inquadra sulla scalinata che scende dalla reggia al grande parco di Versailles e sul quale scorrono i titoli di coda.

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