Sanremo trascina gli ascolti in tv, ma i talk politici non arretrano
I talk politici resistono a Sanremo, ma il Festival domina e lascia emergere soprattutto la dignità della madre del piccolo Domenico.

I talk show politici che sopravvivono a Sanremo. Se non andiamo errati, questa settimana all’appello ne manca solo uno: Propaganda live, venerdì 27 su La 7. Per il resto, sia Rete 4 che la stessa La 7, dove si concentra il maggior numero di format del genere, confermano tutti i loro appuntamenti di chiacchiere settimanali in tv. Martedì 24 febbraio, in contemporanea alla prima serata del Festival, È sempre Cartabianca (Rete 4) e Di martedì (La 7). Ieri sera Realpolitik (Rete 4), stasera Diritto e rovescio (Rete 4) e Piazza pulita (La 7), domani Quarto grado (Rete 4). Non sono saltate nemmeno Le iene con Inside (martedì su Italia 1) e altri talk non propriamente politici oltre a quelli preserali che non vanno in rotta di collisione con Sanremo come 4 di sera (Rete 4) e Otto e mezzo (La 7).
Ovviamente nella serata inaugurale a livello di ascolti il Festival l’ha fatta da padrone con oltre 9 milioni e mezzo di telespettatori, anche se in calo rispetto alla passata edizione. Tra i talk ha retto bene Di martedì, superando il milione e 150 mila, mentre È sempre Cartabianca è andato poco oltre i 270 mila. Va detto che il programma condotto da Giovanni Floris si avvale del contributo di Luca e Paolo che anche l’altra sera hanno proposto una satira davvero graffiante e anche divertente sul fronte della politica (da Di Maio a Tajani, da Salvini a Trump) e su quello della Rai con la parodia dell’ex direttore di RaiSport Paolo Petrecca. Per il resto Floris ha riproposto troppe volte gli stessi filmati, soprattutto sulla vicenda del poliziotto di Rogoredo, reintroducendo gli stessi temi ogni volta che cambiava il parterre. E bisogna dire che al talk di La 7 si alternano davvero tanti ospiti, forse anche troppi, nonostante che il conduttore riesca a gestirli piuttosto bene.
È finita invece in caciara la parte finale di È sempre Cartabianca grazie soprattutto alla presenza della vicesegretaria della Lega, Silvia Sardone, su un tema che valeva la pena approfondire con più serenità come quello delle parrocchie cattoliche che offrono i propri spazi ai musulmani per le preghiere del Ramadan. Eppure la partenza non era stata male con la presenza, nel secondo blocco, della mamma del piccolo Domenico, vittima della ben nota vicenda del fallito trapianto di cuore. Non era stata male non tanto per la conduttrice, Bianca Berlinguer, che spingeva sul tasto della tv del dolore, quanto per quella madre che ha mostrato ancora una volta una grande dignità, chiedendo giustizia, non vendetta, elogiando medici e infermieri della terapia intensiva e arrivando persino a difendere gran parte dell’Ospedale Monaldi («Non è giusto che debbano pagare tutti»). Ma non solo: ha concluso affermando che non smetterà mai di credere nella sanità italiana. Un grande esempio, che anche gli ospiti dei talk show e i politici in generale dovrebbero tenere presente.
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