Referendum, affluenza boom. Meloni: partecipare è importante

di Redazione romana
46 per cento al voto nel primo giorno. Record al Nord, mentre il Sud arranca. I sondaggisti: esiti imprevedibili. Inevitabili le conseguenze politiche del voto. L'appello della premier
March 23, 2026
Referendum, affluenza boom. Meloni: partecipare è importante
Palermo, elezioni per il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al voto/ FOTOGRAMMA
Si vota ancora. Fino alle 15. E la prima indicazione sul referendum Giustizia è il boom dell'affluenza: 46,07 per cento alle ore 23 di ieri. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Ancora poche ore con le urne aperte e fa discutere l'appello di Giorgia Meloni: «Pronta per il voto. Ricordate: c'é tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante», scrive su X la presidente del Consiglio postando anche una sua foto con la tessera elettorale in mano. Comunque la percentuale dei votanti ha superato quella di ogni altro referendum del terzo millennio con urne aperte due giorni e nei comitati e nelle stanze dei partiti hanno cominciato a fare i conti. Una così alta affluenza farebbe pensare a un tendenziale vantaggio dei "Sì". Ma sul podio delle regioni con più partecipazione alle urne, però, ci sono l'Emilia Romagna (46,3%) e la Toscana (44,7%), storicamente "rosse" e quindi associate al "No". In mezzo a loro, la Lombardia (45%), guidata dal centrodestra. Il senatore della Lega Claudio Borghi avverte: «Non bisogna farsi fuorviare dai sondaggi che girano. Sono fatti con metodi che nemmeno il pendolino di Mosca... Quindi non crediate che sia fatta». Torniamo ai numeri. Primo dato: affluenza record. Secondo dato: Il Nord vota, il Sud molto meno con la Sicilia che si ferma al 35 per cento. 
Per i sondaggisti di Youtrend la situazione è «imprevedibile». Una considerazione è però condivisa: con un'affluenza così alta, non si potranno sminuire le conseguenze politiche del voto: da una parte, una bocciatura o un rafforzamento del governo. E dall'altra un faro di vittoria per le prossime politiche o un macigno sulla strada del campo largo. La giornata di attesa è stata scandita dalle foto sui social dei politici alle urne e da qualche polemica nei seggi elettorali. Ecco la domenica di voto. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato all'ora di pranzo a Palermo. Hanno già fatto il loro dovere di elettori anche i leader di partito: il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini a Roma in serata, di ritorno dal funerale di Umberto Bossi a Pontida. L'altro vicepremier e segretario di Fi Antonio Tajani a Fiuggi nel pomeriggio. La segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5s Giuseppe Conte si sono presentati al seggio in mattinata a Roma. In qualche post, i politici hanno lambito il confine del silenzio elettorale. Lo ha fatto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha pubblicato una sua foto al seggio con scritto: "Sì, ho votato". Idem il responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli: "Avete votato? Io sì". Marina Berlusconi ha votato a Milano, nel primo pomeriggio: «È un'occasione che non possiamo farci sfuggire... La dedica è è agli italiani, sperando che prevalga il Sì per un'Italia civile democratica e moderna». Qualche immancabile polemica qua e là. A Garlasco, in provincia di Pavia, la notte prima del silenzio elettorale - hanno denunciato Pd, M5s, Avs e i comitato per il No - sono stati strappati tutti i manifesti del No. Mentre il segretario campano di Forza Italia, Fulvio Martusciello, ha annunciato un esposto perché a Napoli sarebbero stati usati «pulmini del Comune per i disabili per portare la gente a votare No al referendum».

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