Ferrara, incidente e alcoltest: si dimette l’assessora Savini. Il leghista Fabbri travolto dalle polemiche
di Antonio Fera
Il tasso alcolemico tre volte oltre il limite consentito, a bordo anche il primo cittadino. Il caso scuote la giunta di centrodestra e scatena l’opposizione: «Da chi ha fatto della lotta alla guida in stato di ebbrezza una battaglia politica ci aspettiamo coerenza e rigore»

L’auto che prima sbanda in curva, poi finisce contro un albero e infine in un fossato, all’altezza di Sermide, nel Mantovano, in una zona che va verso il confine con il Ferrarese. Fino all’amara sorpresa all’alcoltest: tasso tre volte superiore al consentito; quindi, denuncia per guida in stato di ebbrezza, sospensione della patente e sequestro del veicolo. Ma soprattutto, la bufera politica in città: al volante, infatti, illesa, l’assessora Francesca Savini. A bordo, però, anche il sindaco di Ferrara, il leghista Alan Fabbri. Uscito indenne anche lui dall’incidente dello scorso 4 maggio, ma piuttosto malconcio per il caso scoppiato a causa delle dimissioni della sua assessora. «Un gesto forte, di grande responsabilità, nel rispetto delle istituzioni, dell'amministrazione comunale e dei cittadini», scrive su Facebook il primo cittadino.
La dinamica dello schianto e la versione del sindaco
L’auto sulla quale viaggiavano i due (guidata da Savini) è uscita improvvisamente di strada, terminando la sua corsa contro un albero e poi in un campo a bordo carreggiata. Né sindaco né assessora hanno riportato ferite. Secondo quanto emerso dai controlli effettuati sul posto dai carabinieri, Savini sarebbe risultata positiva all’alcoltest, con un tasso superiore a 1,5 grammi per litro. «La notizia dell'incidente è stata resa pubblica oggi dalla stampa – ha precisato il sindaco di Ferrara –. Non sono intervenuto prima pubblicamente perché sono in corso accertamenti sulla dinamica dell'incidente, nel rispetto della privacy e del lavoro degli organi competenti. Si tratta di un sinistro che, fortunatamente, non ha comportato conseguenze per persone o cose».
Le dimissioni di Savini e il peso nella giunta
«In questi anni, prima come consigliere e poi come assessore – recita una nota di Savini pubblicata sul sito del Comune emiliano –, il mio obiettivo è stato quello di servire la comunità di Ferrara con impegno, dedizione e rispetto verso i cittadini. Proprio in nome di quel rispetto, e nella consapevolezza del ruolo pubblico che ho ricoperto fino ad oggi – aggiunge Savini – ho scelto di rassegnare le mie dimissioni, con effetto immediato».
Considerata una delle figure politicamente più vicine al sindaco Fabbri e uno dei profili cresciuti all’interno della squadra che dal 2019 guida il Comune di Ferrara, Savini lascia le deleghe a Pnrr, digitalizzazione e Smart City, servizi demografici, anagrafe, stato civile, elettorale, affari legali e cooperazione internazionale. Di fatto, uno dei membri della giunta con più peso e responsabilità.
Fabbri: «Intatta la stima nei suoi confronti»
Alla guida di Ferrara dal 2019, anno della vittoria che segnò la fine di oltre settant’anni di amministrazioni riconducibili alla sinistra nel capoluogo estense, Fabbri è «certo che quanto accaduto non cancellerà la stima che molti hanno nei suoi confronti, né i risultati ottenuti nel suo lavoro amministrativo».
Rieletto al primo turno nel 2024, nel presentare le linee programmatiche di mandato, Fabbri aveva puntato tutto proprio su «sicurezza e legalità», ribadendo il suo impegno «per una città sicura», con il potenziamento della Polizia locale e l'estensione del sistema di videosorveglianza. «La sicurezza stradale e la lotta contro l'illegalità saranno priorità trasversali», aveva assicurato il leghista. Proprio questo, però, sembra avere ora un effetto boomerang.
L’affondo dell'opposizione contro la Lega
Il più duro nelle critiche rivolte a sindaco e amministrazione è Fabio Anselmo, leader dell’opposizione in comune e avvocato già noto per i casi Cucchi e Aldrovandi. Il suo attacco, però, è diretto anche al leader del Carroccio Matteo Salvini, che negli anni ha fatto della lotta a chi si mette alla guida ubriaco «una battaglia portante della propria campagna politica». «Caro ministro, ora da lei mi aspetto coerenza e rigore». Già candidato sindaco del centrosinistra alle ultime comunali, il consigliere comunale ha anche richiamato «le statistiche dell’Istituto Superiore della Sanità», parlando del «30-35% degli incidenti stradali mortali correlati all’abuso di alcol» e sostenendo che «chi guida ubriaco si mette nelle condizioni di diventare un potenziale assassino». Riferendosi al tasso alcolemico contestato all’assessora, Anselmo ha parlato di «un comportamento criminale». Infine, un ultimo affondo diretto al sindaco: «Come ha fatto a non accorgersi che la sua fedele assessora si è messa alla guida della propria auto ubriaca? Come ha potuto permettere che ciò accadesse mettendo a repentaglio la vita di lei, la propria e di altri incolpevoli cittadini? Con quale faccia ora vi potrete esporre come rappresentanti istituzionali promotori della sicurezza per i nostri giovani che si mettono alla guida dopo feste e concerti?».
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