Perché le perquisizioni preventive all'eurodeputata Salis a Roma sono già un caso politico
di Redazione
La parlamentare europoea di Avs evoca gli effetti del nuovo decreto Sicurezza: la polizia per un'ora nella mia camera d'albergo. Per la Questura si è trattato di un «atto dovuto da segnalazione da altro Paese»: non sarebbe l'Ungheria ad aver fatto la richiesta. Sensi (Pd): episodio molto grave. Fratoianni e Bonelli: non vogliamo diventare come Orbàn

«Questa mattina la Polizia si è presentata all'alba nella mia stanza d'albergo a Roma per un controllo preventivo durato oltre un'ora in vista della manifestazione di oggi». Lo scrive sui social network la eurodeputata di Avs Ilaria Salis. «A quanto pare, effetto del decreto Sicurezza. Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati: con il governo Meloni al potere viviamo in uno Stato di polizia. Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze. Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica», aggiunge Salis.
In merito al controllo che nelle prime ore della mattina ha interessato l'eurodeputata Ilaria Salis presso una struttura ricettiva della Capitale, il questore di Roma Roberto Massucci, precisa che «la predetta attività origina, quale atto dovuto, da una segnalazione proveniente da un Paese europeo, che non consente margine di discrezionalità negli adempimenti richiesti alle autorità italiane. Il personale intervenuto si è limitato a richiedere i documenti a lei e alla persona in sua compagnia». «Nel momento in cui il personale si è reso conto che si trattava dell'europarlamentare ogni verifica è stata interrotta senza fare accesso alla stanza d'albergo; pertanto nessuna perquisizione e nessuno atto è stato compiuto. In nessun caso e in nessun modo l'identificazione può essere messa in correlazione con le recenti normative approvate sull'ordine pubblico», spiega la Questura di Roma nella nota. L'intervento della volante infatti «è avvenuto su richiesta di un Paese estero e sulla base di un sistema di collaborazione internazionale tra forze di polizia che è immutato da anni. Si esclude pertanto categoricamente che possa essere stato un controllo preventivo effettuato in relazione alla manifestazione di oggi, bensì di un atto dovuto in base agli obblighi internazionali», conclude la nota.
Il controllo preventivo avvenuto nei confronti di Ilaria Salis a Roma non è legato a vicende passate che avevano portato alla detenzione della stessa Salis in Ungheria, né è quest'ultimo il Paese che avrebbe richiesto i controlli. Lo si apprende da fonti informate.
Le reazioni della politica
«Questa mattina Ilaria Salis, nostra eurodeputata, ha denunciato di essere stata svegliata da due agenti di polizia che si sono presentati nella sua camera d'albergo a Roma per effettuare un "controllo preventivo". Nonostante lei si sia qualificata subito gli agenti hanno atteso quasi un'ora prima di andare via. Si tratta di una vicenda di una gravità inaudita, ancora peggiore perché avvenuta a poche ore dalla grande manifestazione di oggi pomeriggio». Lo affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs, in una nota. «È inaccettabile che in Italia - proseguono i leader rossoverdi - una parlamentare sia sottoposta a controlli preventivi. Il governo Meloni ha deciso di sottoporre a controlli i parlamentari di opposizione? Non siamo ancora diventati l'Ungheria di Orban e non intendiamo diventarlo. Su questa vicenda pretendiamo parole di chiarezza dal ministro Piantedosi».
«Non condivido quasi niente di Ilaria Salis e proprio per questo sono felice che possa fare politica libera e con le sue opinioni. Non penso che l'Italia sia un regime, ma questo episodio mi pare molto, molto grave. Non scendo in piazza, ma esprimo a Ilaria tutta la mia solidarietà». Lo scrive sui social il senatore del Pd, Filippo Sensi.
«Quanto accaduto all'eurodeputata Ilaria Salis, sottoposta a un controllo di polizia preventivo e mirato all'interno di una struttura alberghiera, rappresenta un segnale inquietante e inaccettabile che denota il clima di repressione politica che questo governo sta alimentando nel Paese. Siamo di fronte a una vera e propria attività di dossieraggio e sorveglianza speciale applicata a una rappresentante delle istituzioni europee, il cui unico 'reato' sembra essere quello di portare avanti battaglie sociali e politiche sgradite alla destra reazionaria che siede a Palazzo Chigi. Pertanto esprimiamo la nostra più totale e incondizionata solidarietà a Ilaria Salis. Questo episodio non può essere derubricato a normale attività di routine. Andare a prelevare i dati di un ospite in hotel sulla base di una segnalazione politica preventiva è un metodo che appartiene a stagioni buie della nostra storia e a regimi che credevamo superati. È evidente che il Ministero dell'Interno stia utilizzando gli apparati di sicurezza per inviare messaggi intimidatori a chiunque osi dissentire o rappresenti un simbolo di resistenza alle politiche di questo esecutivo. Pretendiamo che il ministro Piantedosi chiarisca immediatamente chi ha ordinato questo controllo e su quali basi giuridiche sia stato effettuato. Non permetteremo che il diritto al dissenso e l'agibilità politica vengano soffocati da una gestione autoritaria dell'ordine pubblico che punta a criminalizzare l'opposizione sociale e politica. La nostra battaglia contro questo rigurgito di Stato di polizia continuerà con ancora più determinazione, dentro e fuori le istituzioni, per difendere la democrazia e le libertà civili e politiche calpestate da questa destra». Lo dichiara Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista.
«Quello che è accaduto stamattina a Roma a Ilaria Salis è di una gravità inaudita. Un controllo "preventivo" all'alba, nella sua stanza d'albergo, alla vigilia della manifestazione No Kings. È un atto in violazione della Costituzione e delle garanzie parlamentari: un gesto da regime, di una destra incattivita dalla sconfitta al referendum. Il messaggio è chiarissimo: chi scende in piazza, chi dissente, viene identificato e intimidito». Lo scrive sui social il senatore di Sinistra Italiana Peppe De Cristofaro. «Anche se è un'eurodeputata della Repubblica. Ed è esattamente per questo che abbiamo detto sin dal primo momento che i cosiddetti decreti sicurezza servono a colpire il dissenso politico. Piena solidarietà a Ilaria Salis. Oggi in piazza a Roma si manifesta anche per questo: perché in una democrazia non esistono re e non esistono sudditi», aggiunge De Cristofaro.
«Che Ilaria Salis parli di regime in un Paese che le ha permesso di diventare europarlamentare attraverso libere elezioni è una contraddizione in termini». Così il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo. «A me - dice Cattaneo - sembra si sia trattato di controlli preventivi che sono una delle opportunità date dal decreto Sicurezza; siamo assolutamente all'interno delle regole e questo gridare al regime, francamente, mi sembra una strumentalizzazione politica».
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