L'Ue “rivuole” l’abuso d’ufficio. Ma FdI dice no

L’Eurocamera approva una direttiva che potrebbe prevede il ripristino del reato abrogato da Nordio nel 2024. La Consulta: «Politica ne prenda atto». Busia (Anac): «Colmare i vuoti creati». Già pronto emendamento del M5s al “dl sicurezza”
March 26, 2026
L'Ue “rivuole” l’abuso d’ufficio. Ma FdI dice no
La tegola piove da Bruxelles e offre un’altra sponda alle opposizioni, che pure non mancano di argomenti dopo la batosta referendaria rimediata dal Governo e la raffica di dimissioni che ne è seguita. Si tratta del voto dell’Eurocamera sulla nuova direttiva anticorruzione, che stabilisce a livello comunitario le fattispecie da qualificare nell’ambito come reati, tra le quali c’è anche «l’esercizio illecito di funzioni pubbliche», del tutto simile all’abuso d’ufficio abrogato dall’esecutivo nel 2024.
Il testo è passato ieri con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astenuti e nello specifico, all’articolo 7, chiede agli Stati membri di adottare «le misure necessarie affinché, se intenzionali, costituiscano reato almeno determinate violazioni gravi della legge derivanti dall'esecuzione o dall'omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell'esercizio delle sue funzioni». In pratica gli stessi contenuti, o quasi, dell’ex articolo 323 del codice penale, che secondo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, costituiva un freno all’economia del Paese.
Per il presidente della Consulta, Giovanni Amoroso, la circostanza dovrebbe consigliare ora alla politica di «prendere atto di questa nuova legislazione europea». Mentre la Corte costituzionale potrebbe essere chiamata «a fare nuovamente il controllo che l'articolo 111 della Costituzione prevede». Anche il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Giuseppe Busia, sollecita il Parlamento, tanto più che «negli ultimi anni la normativa italiana per combattere la corruzione ha fatto segnare diversi arretramenti». Quindi, prosegue, è tempo di «colmare fin da subito alcuni dei vuoti di tutela che si sono aperti con l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio». Per Busia c’è in gioco la «fiducia dei cittadini verso le istituzioni pubbliche» e «la qualità della nostra democrazia», chiamata ad adeguarsi a un documento che non esita a definire «un caposaldo di ciò che l'Europa vuole essere e di come si vuole presentare al mondo».
Il M5s gongola, avendo da sempre avversato l’abrogazione dell’abuso di ufficio, e il senatore Roberto Scarpinato fa sapere di aver già depositato un emendamento al “decreto sicurezza” per ripristinare il reato: «Ora cosa faranno quelli del centrodestra? Continueranno a sfidare i principi più elementari di etica pubblica e la pazienza degli italiani?», incalza. «Si profila una vera e propria Caporetto politica per il duo Meloni-Nordio», attacca Sandro Ruotolo (Pd). Mentre Nicola Fratoianni (Avs) parla di «sonoro ceffone al Governo».
L'eurodeputato di Fdi, Alessandro Ciriani, fratello del ministro per i Rapporti con il Parlamento, si dice però convinto che il testo approvato «non impone la reintroduzione dell'abuso d'ufficio», ma solo di sanzionare alcune violazioni gravi nell'esercizio delle funzioni pubbliche, «lasciando piena discrezionalità su come farlo». Insomma, le spinte dell’opposizione non sarebbero altro che «becera propaganda». Peraltro, aggiunge, l’Italia ha votato a favore della direttiva e vanta già «un sistema articolato di reati contro la pubblica amministrazione che copre le condotte» richieste dal documento. Senza contare che «il testo approvato vede lo stralcio della proposta originaria della Commissione Europea», intitolata proprio “abuso d’ufficio”, e prevede un reato diverso: esercizio illecito di funzioni pubbliche, appunto.

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