Maretta in Fi: Gasparri si dimette da capogruppo al Senato
Il passo indietro è arrivato dopo che è stato "sfiduciato" in una lettera firmata da 14 senatori azzurri. A sottoscriverla anche i ministri Zangrillo e Casellati. Prende il suo posto Stefania Craxi

Una testa dopo l’altra. La maggioranza continua a scricchiolare. L’epicentro del terremoto politico post referendum adesso si estende anche a Forza Italia. Le scosse non si sono fermate solo in via della Scrofa. Dopo le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi, Santanchè (e Chiorino nella giunta regionale del Piemonte), ora a fare le spese della netta sconfitta del 22 e del 23 marzo è il senatore Maurizio Gasparri. «Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico di capogruppo al Senato - ha annunciato poco fa -. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull'incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro», ha aggiunto Gasparri, che rimetterà il suo mandato di presidente dei senatori azzurri nell'assemblea del gruppo di Fi, in programma oggi pomeriggio, a Palazzo Madama.
Prenderà il suo posto Stefania Craxi, attualmente presidente della commissione Esteri e difesa. Come ha confermato il leader di Forza Italia, Antonio Tajani su X: «Ringrazio Maurizio Gasparri per l'impegno profuso in questi anni - ha scritto il vicepremier -. La sua dedizione e lealtà verso la nostra bandiera è un esempio che tutti dovrebbero seguire e apprezzare. A Stefania Craxi, neo Presidente del Gruppo di Forza Italia al Senato - ha aggiunto -, rivolgo i migliori auguri di buon lavoro».
Una «resa dei conti» che sarebbe stata orchestrata da Marina Berlusconi in persona. Già da tempo, in realtà, la figlia dell’ex premier avrebbe espresso malumore sulla salute del partito, indicando la necessità di far partire una «fase nuova in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro», come aveva sottolineato a febbraio in un’intervista al Corriere della Sera, dove si era esposta sul Sì al referendum. E di certo proprio il risultato del voto degli scorsi giorni non ha aiutato a calmare le acque. Anzi. Probabilmente è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Soprattutto se si considera che, come uscito da alcune stime, una buona fetta degli elettori di Forza Italia si è schierata con il No (il 16 per cento secondo Youtrend). Altri invece, il 12%, si sarebbero astenuti. Per un totale del 28% che non ha votato Sì.
Ed ecco che arriviamo alle ultime ore. Come riportato da Repubblica, la presidente di Fininvest, delusa per il risultato, avrebbe alzato la cornetta chiamando tutti i ministri azzurri per analizzare il voto e ragionare insieme sul futuro. Da qui sarebbe nata l’idea di far dimettere Gasparri. Le “pulizie di primavera” hanno cominciato così a prendere forma. A guidarle, il senatore Claudio Lotito, che sarebbe diventato il braccio operativo dell’operazione, promuovendo il testo di una lettera in cui, in sintesi, si afferma che per l’unità del partito è opportuno sostituire il capogruppo a Palazzo Madama. Lettera che hanno firmato quattordici senatori di Forza Italia (sui 20 complessivi del gruppo). Tra di loro anche i ministri Paolo Zangrillo e Maria Elisabetta Casellati, a quanto si apprende da fonti parlamentari del partito. Lo stesso Zangrillo, interpellato poco prima della notizia delle dimissioni, non ha smentito: «Forza Italia è un partito vivo ed è dunque normale che ci siano, come in ogni organizzazione, dei momenti di cambiamento», ha detto uscendo da Montecitorio.
A Gasparri sarebbero state date 48 ore per gestire la exit strategy. «Non ho nulla da dichiarare», aveva risposto in mattinata il senatore azzurro, interpellato dall’Ansa al riguardo. Segno che davvero il dado era ormai tratto. Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: «Non so – ha detto – se le dimissioni di Gasparri da capogruppo al Senato di Forza Italia siano una conseguenza della vittoria del No al referendum, non entro negli aspetti dei partiti. Credo però che ci sia bisogno di rinnovamento e di facce nuove», ha aggiunto facendo eco alle parole di Marina Berlusconi. Non si può escludere, quindi, che possano saltare altre pedine. Il presidente dei deputati azzurri, Paolo Barelli, oggi a Repubblica ha negato di sentirsi sulla graticola. «Non so niente», ha detto. L’aria che tira, però, non è di certo di quelle migliori. Nessuno sembra essere al sicuro.
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