venerdì 9 febbraio 2018
Lo ha detto papa Francesco stamani ricevendo i i membri del Santa Marta Group, organizzazione che riunisce i leader delle forze dell'ordine e della Chiesa impegnati contro la tratta di esseri umani
Papa Francesco in una visita alla Comunità Giovanni XXIII ha incontrato 20 ragazze salvate dalla tratta (12 agosto 2016, foto Osservatore Romano)

Papa Francesco in una visita alla Comunità Giovanni XXIII ha incontrato 20 ragazze salvate dalla tratta (12 agosto 2016, foto Osservatore Romano)

Papa Francesco ha ricevuto stamani in udienza in Sala Clementina i membri del Santa Marta Group, l'organizzazione che riunisce i leader delle forze dell'ordine e della Chiesa di tutto il mondo impegnati per sradicare la schiavitù moderna e la tratta di esseri umani.

L'organismo, guidato dal cardinale di Westminster Vincent Nichols, si è riunito in Vaticano per una due giorni di lavori cominciata ieri in occasione della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani.

Pubblichiamo qui di seguito il testo del discorso del Papa.

Papa Francesco in Sala Clementina (Osservatore Romano)

Papa Francesco in Sala Clementina (Osservatore Romano)

«Cari fratelli Vescovi,

Cari amici,

do il benvenuto a voi, membri del Gruppo Santa Marta, alla conclusione della vostra Conferenza, dedicata quest’anno a fornire una prospettiva mondiale sulla tratta di esseri umani e sulle moderne forme di schiavitù. In qualità di leader nelle forze dell’ordine, nella ricerca, nelle politiche pubbliche e nell’assistenza pastorale, voi offrite un essenziale contributo per affrontare le cause e gli effetti di questo moderno flagello, che continua a causare indicibili sofferenze umane.

È mia speranza che queste giornate di riflessione e di scambio di esperienze abbiano portato in più chiara luce l’interazione delle problematiche globali e locali della tratta di persone umane. L’esperienza mostra che tali moderne forme di schiavitù sono ben più diffuse di quanto si possa immaginare, persino – a nostra vergogna e scandalo – all’interno delle più prospere tra le nostre società.

Il grido di Dio a Caino, che si trova nelle prime pagine della Bibbia – «Dov’è tuo fratello?»– ci provoca ad esaminare seriamente le diverse forme di complicità con cui la società tollera e incoraggia, particolarmente a proposito della tratta a fini sessuali, lo sfruttamento di uomini, donne e bambini vulnerabili (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 211). Le iniziative volte a combattere la tratta di persone umane, nel loro concreto obiettivo di smantellare le reti criminali, devono sempre più considerare i più vasti settori correlati, come per esempio l’uso responsabile delle tecnologie e dei mezzi di comunicazione, per non parlare dello studio delle implicazioni etiche dei modelli di crescita economica che privilegiano il profitto sulle persone.

Sono fiducioso che le vostre discussioni in questi giorni aiuteranno anche a incrementare la consapevolezza della crescente necessità di aiutare le vittime di questi crimini, accompagnandole in un cammino di reintegrazione nella società e di ristabilimento della loro dignità umana. La Chiesa è grata per ogni sforzo fatto per portare il balsamo della misericordia divina a coloro che soffrono, perché questo rappresenta anche un passo essenziale per il risanamento e il rinnovamento della società nel suo insieme.

Cari amici, con gratitudine per il vostro impegno e la vostra collaborazione in questo settore cruciale, vi porgo i miei migliori auguri, accompagnati dalla preghiera, per il proseguimento del vostro lavoro. Su di voi, sulle vostre famiglie, e su tutti coloro che servite, invoco la benedizione del Signore che dà saggezza, forza e pace. E vi chiedo, per favore, di ricordarvi di pregare per me».

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