Il Papa: «Tacciano le armi, si apra la via al dialogo»
di Matteo Liut
Il Pontefice richiama la comunità internazionale a fermare l’escalation in Medio Oriente e rilancia l’urgenza di percorsi diplomatici e di riconciliazione. Dall’Angelus alla visita in parrocchia, un nuovo appello alla pace

«Cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli»: la voce di papa Leone XIV torna a farsi sentire con forza nella domenica in cui la nuova cruenta fase del conflitto in Medio Oriente entra nella sua seconda settimana. E torna a farsi sentire per chiedere uno stop immediato agli attacchi, a favore della riapertura delle vie diplomatiche. L’appello del Pontefice arriva a mezzogiorno, al termine della preghiera dell’Angelus, recitata, come di consueto, dal balcone del suo studio nel Palazzo Apostolico. «Dall’Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione – ha sottolineato il Papa –. Agli episodi di violenza e devastazione, e al diffuso clima di odio e paura, si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi, e altri Paesi della regione, tra cui il caro Libano, possano sprofondare nuovamente nell’instabilità». Una preoccupazione davanti alla quale Leone XIV mette la forza della preghiera da parte di tutta la Chiesa: «Affido questa supplica a Maria, Regina della Pace: interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza», afferma il Pontefice.
E torna a parlare di costruzione della pace anche nel corso della sua quarta visita pastorale in una parrocchia della sua diocesi, Roma, nel pomeriggio. Ad accogliere Leone XIV, ieri, è stata la comunità di Santa Maria della Presentazione, nella zona ovest di Roma, in un territorio che si trova tra i quartieri di Torrevecchia e Primavalle. In particolare, incontrando i giovani nel campo sportivo, il Papa ha invitato tutti «a riconoscere che noi possiamo essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione». E lo dice anche ai bambini più piccoli: «Fate la pace con l’amico, con l’amica, con i compagni – chiede papa Prevost –, quando ci sono delle volte delle difficoltà nel gruppo, delle differenze di opinioni. Noi possiamo cercare, trovare un accordo in una maniera di pace, e non di guerra, non di violenza, senza bullizzare, nelle tante forme che esistono anche tra i piccoli, tra i giovani, i ragazzi». E poi l’invito a rifiutare «tutte quelle forme di violenza, di odio, cose che causano divisione, e cercate di essere, tutti, promotori di pace, promotori della riconciliazione nel mondo di oggi». Un impegno, quindi, che nasce dal basso, perché, dice Leone XIV, «sin da piccoli, tutti possiamo imparare a essere costruttori di pace, qualcosa veramente necessaria nel nostro mondo oggi».
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