Torrevecchia e Primavalle, il Papa torna alla periferia di Roma
di Agnese Palmucci, Roma
Leone XIV oggi visita la parrocchia di Santa Maria della Presentazione, nella zona ovest di Roma. Un quartiere che vive situazioni di degrado e di difficoltà abitativa. Il parroco, don Paolo Stacchiotti: «Qui tanto bene che non fa notizia»

«L’ultimo Papa a visitare la nostra comunità è stato Giovanni Paolo II, quarant’anni fa», racconta don Paolo Stacchiotti, «e in quel momento la chiesa non era stata ancora costruita, i fedeli si riunivano in un garage». Oggi, invece, «un altro Pontefice, Leone XIV, potrà celebrare in un edificio di mattoni, costruito con l’impegno e le donazioni di tanti parrocchiani». Don Paolo ha 39 anni e da pochi mesi è parroco di Santa Maria della Presentazione, parrocchia nella zona ovest di Roma, incastonata tra i quartieri popolari di Torrevecchia e Primavalle, a due passi dai palazzoni di Bastogi. Nel pomeriggio, proprio da qui, Prevost proseguirà con la quarta tappa del suo viaggio tra le comunità parrocchiali di periferia della diocesi. «C’è un grande fermento per l’arrivo del Papa, tutti si sono messi a disposizione e ci siamo preparati a lungo, anche con una veglia di preghiera», dice il sacerdote romano.
La parrocchia, immersa in quello che resta dell’agro romano, è nata negli anni Duemila, dopo il Giubileo. «Quando arriverà, intorno alle 16, il Pontefice incontrerà per primi i giovani e i bambini del catechismo – prosegue il sacerdote –, che avranno anche l’opportunità di fargli qualche domanda». Ad accogliere Leone XIV sul sagrato della chiesa tanti striscioni e disegni realizzati dai ragazzi. «Tra i presenti ci saranno alcuni bambini ucraini, in rappresentanza del gruppo che riceverà quest’anno la prima Comunione nella Basilica di Santa Sofia, che si trova nel territorio della parrocchia», sottolinea don Paolo. «La visita del Papa è una bella occasione per collaborare anche con loro – aggiunge – e con tante altre comunità religiose che vivono nella zona». All’incontro col Pontefice parteciperanno anche i gruppi scout Fse della parrocchia. Come accaduto nelle visite pastorali precedenti, poi, Leone XIV saluterà gli ammalati, le persone con disabilità, gli anziani, e i poveri della comunità. Dopo la Messa, che Prevost presiederà alle 17, il Papa dialogherà con il Consiglio pastorale, e gli operatori avranno l’occasione di raccontargli criticità e punti di forza del territorio. Il quartiere, infatti, comprende anche il complesso residenziale di Bastogi, che spesso ha fatto notizia per il degrado e la complessità della situazione abitativa. «Il quartiere ha indubbiamente in sé anche delle problematiche importanti che a volte, però, fanno molto più rumore di tutto il bene che c’è», spiega don Paolo, che negli ultimi mesi ha potuto apprezzare «una comunità che si spende molto nell’aiuto degli altri e ha tanta voglia di riscatto rispetto alle etichette che le vengono imposte». Leone XIV, dunque, si troverà davanti agli occhi «un luogo di frontiera», ma anche un posto « dove la gente cerca di vivere il Vangelo anche in mezzo a tante difficoltà».
Dentro il complesso di Bastogi dal 1997 vive una comunità di consacrate della Fraternità dell’Incarnazione, che collabora stabilmente con la parrocchia. «Ci aiutano molto ad essere presenti in quel luogo e insieme stiamo lavorando per avviare progetti che vadano oltre l’assistenzialismo – spiega il parroco –. Assieme alla Caritas, ci piacerebbe entrare anche nella vita delle famiglie che risiedono lì, aiutarle a cercare un lavoro, a trovare occasioni di riscatto, perché su molti di loro pesa il pregiudizio della società». Tante famiglie di Bastogi, un complesso di sei palazzine a quattro piani che al momento ospita circa duemila persone in situazione di emergenza abitativa, già frequentano la parrocchia per il catechismo dei ragazzi. Proprio un’immagine della “Madonna Pellegrina” realizzata dalle consacrate, che riproduce un mosaico della chiesa parrocchiale, sarà regalata al Papa al termine della Messa di oggi, concelebrata dal cardinale vicario di Roma, Baldo Reina. «Per la comunità è un’occasione di grande rilancio, perché lo Spirito agirà – dice ancora don Paolo – e le parole del nostro Vescovo saranno di certo un’occasione per riflettere». Anche per il giovane prete, l’incontro di oggi è un dono davvero inatteso. «È una grazia immensa, perché mai mi sarei aspettato di diventare parroco e, dopo soli tre mesi, ricevere la visita del Papa – conclude –. Poi sono felice che venga a vedere queste zone, perché la periferia in sé ha una potenza impressionante, e noi come Chiesa abbiamo il dovere di intercettare chi soffre e di aiutarlo a camminare».
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