lunedì 21 dicembre 2020
Nell'Angelus di domenica 20 dicembre il Pontefice di abbandonare il consumismo. E rivolge i suoi pensieri ai 400mila marittimi bloccati dal Covid che non riescono a tornare a casa
L'Angelus di papa Francesco

L'Angelus di papa Francesco - Ansa/Vatican Media

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Il Papa invita i fedeli a recuperare il vero senso del Natale, che non è nello shopping e neanche nelle lamentele per le restrizioni decise per contrastare il Covid. All'Angelus di domenica 20 dicembre il Pontefice ha invitato a dare una mano a chi ha più bisogno per celebrare il vero Natale.

"In questo tempo difficile, anziché lamentarci di quello che la pandemia ci impedisce di fare, facciamo qualcosa per chi ha di meno: non l'ennesimo regalo per noi e per i nostri amici, ma per un bisognoso a cui nessuno pensa", ha detto al Papa offrendo ai fedeli un "consiglio" per il Natale: "Perché Gesù nasca in noi, prepariamo il cuore, andiamo a pregare, non ci lasciamo portare avanti dal consumismo, da quella frenesia di fare cose, cose, cose".

"Il consumismo ci ha sequestrato il Natale", ha commentato papa Francesco. "Guardiamoci intorno, guardiamo soprattutto a quanti sono nell'indigenza, il fratello che soffre dovunque si trovi: il fratello che soffre ci appartiene, è Gesù nella mangiatoia". "Incontreremo davvero il Redentore nelle persone che hanno bisogno", ha sottolineato il Pontefice.

Il Papa ha anche lanciato un appello ai governi affinché si facciano carico dei marittimi, circa 400mila persone nel mondo che, a causa della situazione creata dalla pandemia, non riescono a tornare a casa.

Il Papa alla fine dell'Angelus ha poi invitato i fedeli a visitare la mostra dei Cento Presepi che quest'anno, per prevenire i contagi da Covid, è stata allestita all'aperto sotto il colonnato del Bernini. "I presepi sono una grande catechesi della nostra fede", ha indicato. Bergoglio ha precisato più volte "sotto il colonnato" riferendosi alla mostra promossa dal Pontificio consiglio per la Nuova evangelizzazione.

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