Il Papa: «Lo scandalo degli abusi è più grave quando la Chiesa non accoglie le vittime»

Diffuso il testo dell’intervento pronunciato dal Pontefice alla conclusione del Concistoro. L'invito ai cardinali a scrivergli per «continuare il dialogo». E «se avete difficoltà economiche» a partecipare ai prossimi incontri «parlate», ha detto Leone, chiamando alla «solidarietà gli uni con gli altri»
January 10, 2026
Leone XIV al Concistoro straordinario che ha richiamato a Roma 170 cardinali da tutto il mondo / Vatican Media
Leone XIV al Concistoro straordinario che ha richiamato a Roma 170 cardinali da tutto il mondo / Vatican Media
Leone XIV lo dice senza giri di parole: non è «un tema di dialogo specifico del nostro incontro». Davanti a sé ha i 170 cardinali arrivati da tutto il mondo a Roma per il primo Concistoro straordinario del pontificato. E, nel suo intervento conclusivo, consapevole che la discussione si è concentrata su Sinodo e sinodalità e su evangelizzazione e missione alla luce dell’Evangelii gaudium, il Papa sceglie comunque di «menzionare un problema che ancora oggi è veramente una ferita nella vita della Chiesa in tanti luoghi e che è precisamente la crisi a causa degli abusi sessuali». Il Pontefice ne parla con termini netti. E incoraggia i porporati «a condividerlo a vostra volta». «Non possiamo chiudere gli occhi e neanche i cuori». Soprattutto quando «tante volte il dolore delle vittime è stato più forte per il fatto che non sono state accolte e ascoltate». E il monito: «L’abuso stesso causa una ferita profonda che forse dura tutta la vita; ma tante volte lo scandalo nella Chiesa è perché la porta è stata chiusa e le vittime non sono state accolte, accompagnate con la vicinanza di autentici pastori». Leone XIV ha già incontrato chi è finito nel tunnel degli abusi: la prima volta a ottobre. Di fronte ai cardinali, cita uno dei colloqui che ha avuto: «Una vittima, poco tempo fa, mi ha detto che veramente per lei la cosa più dolorosa era precisamente che nessun vescovo voleva ascoltarla. E quindi anche lì: l’ascolto è profondamente importante».
La riflessione del Papa viene resa nota a distanza di qualche giorno dalla conclusione del Concistoro, diffusa ieri dalla Sala Stampa vaticana. Un discorso in cui il Pontefice ribadisce che «trovare Cristo» è «al centro della nostra missione». «Vogliamo annunciare la sua Parola», afferma riprendendo uno dei due temi votati dai cardinali per le giornate di confronto con lui di mercoledì e giovedì scorsi. Scelte «profondamente radicate nel Concilio Vaticano II. Non sottolineeremo mai abbastanza l’importanza di continuare con il cammino che si è aperto con il Concilio», aggiunge Leone XIV, ricordando di aver deciso come filo conduttore delle udienze generali del mercoledì «i documenti e l’esperienza del Concilio». Quindi tiene a rimarcare che l’«Evangelii gaudium e la sinodalità sono elementi importanti» per un itinerario di «rinnovamento di tutta la Chiesa». Infatti altra questione che il Papa affronta al termine del Concistoro è proprio il binomio Sinodo-sinodalità. Leone XIV pone l’attenzione sul «cammino di implementazione del Sinodo che prosegue e avrà una tappa fondamentale nell’Assemblea ecclesiale programmata per il 2028», confermando così il via libera di papa Francesco giunto dal letto di ospedale durante il ricovero al Gemelli. E sottolinea che «il lavoro in corso con la Segreteria del Sinodo continua con i gruppi di studio».
Il Papa fa propri alcuni spunti emersi nell’incontro con i porporati, come «l’importanza della connessione del Santo Padre in particolare con le Conferenze episcopali e con le Chiese locali» e le «Assemblee continentali» che però «non devono diventare riunioni “in più” da aggiungere a una lista, ma luoghi di incontro e di relazioni tra vescovi con i presbiteri e i laici, e tra Chiese, che aiutano tanto a promuovere un’autentica creatività missionaria». Poi accenna a uno dei temi “rinviati”: la riforma della Curia Romana alla luce di Praedicate Evangelium, la costituzione apostolica firmata da Francesco nel 2022. «Vi ribadisco il mio impegno a fare la mia parte e offrire a voi e alla Chiesa intera una struttura di relazioni e di servizio, capace di supportare e appoggiare voi e le Chiese locali, per affrontare insieme con maggiore pertinenza e incisività le attuali sfide della missione». Non fa riferimento, invece, all’altro punto “scartato”: la liturgia. Ma tiene a chiarire: «Il confronto è destinato a proseguire. Vi invito di nuovo a trasmettere per iscritto le vostre valutazioni su tutti e quattro i temi, sul Concistoro nel suo insieme e sul rapporto dei cardinali con il Santo Padre e con la Curia Romana. Anch’io mi riservo di leggere con calma relazioni e messaggi personali e poi, più avanti, darvi un feedback, una risposta e continuare il dialogo».
Una prosecuzione che il Papa traduce già nell’annuncio di un nuovo Concistoro a giugno e nel progetto di avere un Concistoro ogni anno: «Tre o quattro giorni, come qualche gruppo ha suggerito. Un primo giorno di riflessione, di preghiera, di incontro, poi due o tre giorni di lavoro». E sollecita «un po’ di solidarietà gli uni con gli altri»: «Se ci sono alcuni di voi che hanno difficoltà a motivo, diciamo, delle risorse economiche, parlate». Nella riunione con i cardinali di mercoledì e giovedì si sono alternati momenti assembleari, con gli interventi liberi, e tavoli di lavoro. «Un metodo semplice, ma non necessariamente facile», ammette lo stesso Pontefice, però basato sulla «formazione a una spiritualità dell’ascolto» che fa dire a Leone XIV: «Personalmente ho sentito una profonda comunione e sintonia con tutti voi e tra tanti interventi». Ecco, quindi, alcune indicazioni pratiche che il Papa consegna: «Il nostro modo ordinario di lavorare insieme sia occasione di formazione e crescita per coloro con cui lavoriamo, a tutti i livelli, da quello parrocchiale alla Curia Romana. Un esempio di dove si può crescere ordinariamente in uno stile sinodale sono le visite pastorali; e anche tutti gli organismi di partecipazione che sono da rivitalizzare».

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