Il Papa: «La Pira, Moro e Anselmi, testimoni di impegno sociale»

di Agnese Palmucci, Roma
Nell'udienza con i partecipanti al Progetto Policoro, in occasione dei tent'anni dalla nascita dell'iniziativa Cei, Leone XIV ha invitato tutti a ispirarsi ai tanti "padri" e "madri" «nello Spirito» che «sono stati punti di riferimento per città e territori e per l’intero Paese». Poi ha ringraziato per l'impegno nel mondo del lavoro e per aver «medicato le ferite di giovani tenuti ai margini».
February 21, 2026
Il Papa: «La Pira, Moro e Anselmi, testimoni di impegno sociale»
Non solo san Francesco d’Assisi, santa Caterina da Siena, don Luigi Sturzo e Giorgio La Pira. Ma anche Aldo Moro e Tina Anselmi. Nel lungo elenco di nomi e volti, consacrati e laici, che il Papa ha proposto nel discorso ai partecipanti al “Progetto Policoro”, ricevuti in udienza stamattina, ci sono santi e testimoni di fede che attraverso il loro impegno sociale e politico hanno amato la Chiesa e l’Italia. Un «fiume di santità», l’ha definito Leone XIV, che «ha reso fertili le nostre comunità», da cui imparare «il coraggio e l’apertura quotidiana alla Grazia».
Ai tanti presenti nella sala Clementina, che in questi giorni stanno celebrando i trent’anni dalla fondazione del Progetto della Cei, da sempre a servizio dei giovani e del mondo del lavoro, il Pontefice ha chiesto di continuare ad impegnarsi lasciandosi ispirare dai «tanti padri e madri nello Spirito», già citati. Essi sono stati «punti di riferimento per città e territori e per l’intero Paese» e il loro «impegno sociale è stato fonte di rinnovamento civico e caritativo». Ha esortato tutti, poi, a conoscere e narrare le loro «biografie segnate dalla presenza dello Spirito», perché la vita dei testimoni è il «segno concreto che Dio non ci lascia mai soli» e «non si stanca di rendersi presente con persone in carne e ossa capaci di trasformare la vita sociale e di evangelizzare il mondo del lavoro». All'udienza erano presenti, tra gli altri, il segretario generale della Cei, l'arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, e i direttori nazionali della pastorale sociale, della Caritas e della pastorale giovanile.
Papa Leone XIV in occasione dell'udienza ai giovani del Progetto Policoro, 21 febbraio 2026 - (Vatican Media)
Papa Leone XIV in occasione dell'udienza ai giovani del Progetto Policoro, 21 febbraio 2026 - (Vatican Media)
Nato nel 1995 a Policoro, in provincia di Matera, su impulso della pastorale sociale, della pastorale giovanile e della Caritas della Cei, da tre decenni il progetto unisce formazione, accompagnamento e creazione di opportunità lavorative per le nuove generazioni. «Voi giovani siete il volto bello dell’Italia che non si arrende, non si rassegna, si rimbocca le maniche e si rialza. - ha detto il Papa congratulandosi con i presenti per il traguardo - In trent’anni avete seminato un’immensa quantità di bene che vale la pena raccontare: giovani che si sono impegnati nel sociale e nella politica, vite che si sono rimotivate grazie al Vangelo e alla dottrina sociale della Chiesa». L'iniziativa ha coinvolto negli anni oltre 110 diocesi italiane, con la formazione di più di mille animatori di comunità e il supporto a circa 3.000 giovani attraverso imprese, cooperative e attività che spaziano dall'agricoltura all'artigianato, dai servizi alla persona alla valorizzazione dei beni culturali. «C’è ancora bisogno del vostro impegno, soprattutto in una stagione di inverno demografico, di spopolamento delle aree più fragili del Paese, di giovani che rischiano di essere demotivati e di chiudersi», ha proseguito.
Il Progetto Policoro è una realtà che non ha mai ceduto a «scorciatoie di corruzione», allo «sfruttamento del lavoro» e alle «ingiustizie», ha sottolineato ancora il Pontefice. Negli anni, ha ricordato, «alcuni beni confiscati alle mafie sono diventati investimenti nel sociale, sono nate cooperative che hanno fatto fiorire città e territori, molti giovani sono stati accompagnati nel creare attività imprenditoriali». Attraverso le sue molte attività, il Progetto Policoro ha «medicato le ferite di giovani tenuti ai margini, delusi e disimpegnati», ha ribadito Leone XIV, che poi ha ringraziato per tutto «il bene seminato», e per la consapevolezza che «nessun giovane nella vita può essere lasciato “in panchina”». Tutti, al contrario, devono essere sostenuti nel realizzare «i loro sogni e nel migliorare il mondo».
Papa Leone XIV con il segretario generale della Cei, l'arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, in occasione dell'udienza ai giovani del Progetto Policoro, 21 febbraio 2026 - (Vatican Media)
Papa Leone XIV con il segretario generale della Cei, l'arcivescovo di Cagliari Giuseppe Baturi, in occasione dell'udienza ai giovani del Progetto Policoro, 21 febbraio 2026 - (Vatican Media)
Tra gli «atteggiamenti più belli» che il Progetto vive quotidianamente, ha sottolineato il Pontefice, c’è quello dell’«accompagnamento» dei giovani nell’orientamento e nella «ricerca di una strada nel lavoro, nell’economia e nella società». Si tratta di un impegno che risponde «alla crisi lavorativa e sociale del Mezzogiorno», ha aggiunto, e che «si è trasformato in rinnovato coinvolgimento anche di altri territori». Un secondo riferimento è l’insegnamento sociale della Chiesa. «La centralità della persona umana, il bene comune, la solidarietà, la sussidiarietà, la destinazione comune dei beni, la partecipazione, l’ecologia integrale e la pace - ha proseguito - ci guidano nel costruire una società conforme al disegno d’amore di Dio sull’umanità». La terza risorsa evidenziata dal Papa, infine, è l’idea di un comunità che è «incubatore di futuro», in una società che «tende a pensarci isolati e in competizione». La «bussola», però, resta sempre «il Vangelo» in cui «sta la vera forza che trasforma i cuori e il mondo».
Prima di concludere l’udienza, il Pontefice ha esortato gli uomini e le donne impegnati nel Progetto Policoro, ideato negli anni ‘80 da don Mario Operti e monsignor Giuseppe Pasini, ad andare «avanti insieme con fiducia», perché «l’Italia e l’Europa hanno bisogno di voi e del vostro entusiasmo», ha detto. L’invito è a non «smettete di sognare e di stringere legami con altri giovani europei e di altri Continenti che come voi amano la Chiesa e lavorano in suo nome nella società».
Papa Leone XIV in occasione dell'udienza ai giovani del Progetto Policoro, 21 febbraio 2026 - (Vatican Media)
Papa Leone XIV in occasione dell'udienza ai giovani del Progetto Policoro, 21 febbraio 2026 - (Vatican Media)

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