lunedì 1 marzo 2021
Nella Giornata mondiale delle malattie rare: ai bambini malati far sentire la carezza di Dio. Guardarsi dalla pigrizia spirituale e far risplendere ovunque la luce di Cristo
Il Papa: il cristiano, piccola lampada del Vangelo

Ansa

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Una luce che attraversa le tenebre, un anticipo di Quaresima, la contemplazione che non deve diventare “pigrizia spirituale” ma motore per “accendere piccole luci nei cuori delle persone”. All’Angelus in Piazza San Pietro, il Papa spiega la trasfigurazione di Gesù sul monte davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni. Francesco, nella seconda domenica di Quaresima, ci guida nel cuore dei discepoli, nell’angoscia della rivelazione del maestro che anticipa la sua morte, nel sogno di un “Messia forte e trionfante” che invece viene infranto.

Con questo peso, Gesù li porta sul monte, “il luogo elevato, dove cielo e terra si toccano, dove – spiega il Papa - Mosè e i profeti hanno fatto l’esperienza straordinaria dell’incontro con Dio”. Qui il Signore si trasfigura. Il suo volto raggiante e le sue vesti splendenti, che anticipano l’immagine da Risorto, offrono a quegli uomini impauriti la luce, la luce della speranza, la luce per attraversare le tenebre: la morte non sarà la fine di tutto, perché si aprirà alla gloria della Risurrezione.

Lo stare sul monte con Gesù è un “anticipo” di luce nel cuore della Quaresima. “E’ un invito – afferma Francesco - a ricordarci, specialmente quando attraversiamo una prova difficile, che il Signore è Risorto e non permette al buio di avere l’ultima parola”. Un buio che porta a pensare, in alcuni momenti della vita, che non ci sia via d’uscita, che disorienta davanti “ai grandi enigmi” come “la malattia, il dolore innocente o il mistero della morte”. Anche nella fede si inciampa, “incontrando lo scandalo della croce e le esigenze del Vangelo, che ci chiede di spendere la vita nel servizio e di perderla nell’amore, invece di conservarla e difenderla”. Quello è il momento per fermarsi: «Abbiamo bisogno, allora, di un altro sguardo, di una luce che illumini in profondità il mistero della vita e ci aiuti ad andare oltre i nostri schemi e oltre i criteri di questo mondo. Anche noi siamo chiamati a salire sul monte, a contemplare la bellezza del Risorto che accende barlumi di luce in ogni frammento della nostra vita e ci aiuta a interpretare la storia a partire dalla vittoria pasquale».

Ma in quel ristoro, nella bellezza di stare nella “beatitudine” dell’incontro con Gesù si nasconde il pericolo e per questo il Signore ci riporta a valle tra i nostri fratelli e nella vita quotidiana. Dobbiamo guardarci dalla pigrizia spirituale: stiamo bene noi, con le nostre preghiere e liturgie, e ci basta questo. No! Salire sul monte non è dimenticare la realtà; pregare non è mai evadere dalle fatiche della vita; la luce della fede non serve per una bella emozione spirituale.

In quella discesa si apre una nuova realtà, si profila la missione di vita del cristiano: «Siamo chiamati a fare esperienza dell’incontro con Cristo perché, illuminati della sua luce, possiamo portarla e farla risplendere ovunque. Accendere piccole luci nei cuori delle persone; essere piccole lampade di Vangelo che portano un po’ d’amore e di speranza: questa è la missione del cristiano».

Poi si è unito ai Vescovi della Nigeria «per condannare il vile rapimento di 317 ragazze, portate via dalla loro scuola, a Jangebe, nel nord-ovest del Paese. Prego per queste ragazze, perché possano presto tornare a casa. Sono vicino alle loro famiglie e a loro stesse. Preghiamo la Madonna perché le custodisca. Ave Maria…»


E ancora: «oggi ricorre la Giornata Mondiale delle Malattie Rare… ci siete qui voi –. Saluto i membri di alcune associazioni impegnate in questo campo, che sono venuti in Piazza. Nel caso delle malattie rare è più che mai importante la rete di solidarietà tra i familiari, favorita da queste associazioni. Essa aiuta a non sentirsi soli e a scambiarsi esperienze e consigli. Incoraggio le iniziative che sostengono la ricerca e la cura, ed esprimo la mia vicinanza ai malati, alle famiglie, ma specialmente ai bambini. Stare vicino ai bambini malati, i bambini che soffrono, pregare per loro, fare sentire loro la carezza dell’amore di Dio, la tenerezza… Curare i bambini con la preghiera, pure… Quando ci sono queste malattie che non si sa cosa siano, o c’è un pronostico un po’ brutto. Preghiamo per tutte le persone che hanno queste malattie rare, specialmente preghiamo per i bambini che soffrono.

Francesco ha anche l Papa uno speciale digiuno ai fedeli in questo tempo di Quaresima, da vivere con il Vangelo in tasca.
«Vi consiglio un digiuno: un digiuno che non vi darà fame. Digiunare dai pettegolezzi e dalle maldicenze: è un modo speciale. In questa Quaresima non sparlerò degli altri, non andrò dalle chiacchiere, e questo possiamo farlo tutti, tutti. E’ un bel digiuno, questo … E non dimenticate che sarà utile pure ogni giorno leggere un brano del Vangelo, portare il Vangelo piccolo in tasca, nella borsa, e prenderlo quando si può, qualsiasi brano. Questo fa aprire il cuore al Signore».

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