lunedì 18 dicembre 2017
Il cristiano, avendo incontrato Gesù, non può che essere “un testimone e un araldo di gioia”. In piazza San Pietro striscioni e canti di auguri. L'appello per le 6 suore rapite in Nigeria
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"Quando pregherete a casa, davanti al presepe con i vostri familiari, lasciatevi attirare dalla tenerezza di Gesù Bambino, nato povero e fragile in mezzo a noi, per darci il suo amore. Questo è il vero Natale. Se togliamo Gesù, che cosa rimane del Natale? Una festa vuota. Non togliere Gesù dal Natale! Gesù è il centro del Natale, Gesù è il vero Natale! Capito?".

È chiaro il messaggio di papa Francesco, nel giorno del suo 81esimo compleanno, in occasione dell'Angelus di domenica 17 dicembre in piazza San Pietro davanti a 25mila fedeli, secondo i dati della Gendarmeria vaticana. A Bergoglio sono arrivati gli auguri del mondo della politica e non solo. Accanto a quelli della presidenza della Cei, iIl presidente Sergio Mattarella ha ricordato le "relazioni uniche per intensità ed eccellenza con la Santa Sede" e ha rivolto al Pontefice "fervidi auguri per il Suo compleanno e per le prossime festività natalizie, cui unisco volentieri quelli di tutti gli italiani che guardano al Suo magistero con riconoscenza e particolare stima". E poi le parole dei presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, fino a quella della sindaca di Roma, Virginia Raggi.

In questi giorno speciale, papa Francesco ha risposto con un semplice "grazie tante" alla piazza che cantava 'Tanti auguri a te'.

Al mattino, prima dell'Angelus, papa Francesco aveva incontrato in aula Paolo VI i bambini, per lo più stranieri, assistiti dal dispensario Santa Marta, che si trova in Vaticano proprio accanto alla residenza in cui il Papa alloggia. Francesco ha iniziato un dialogo con loro e poi ha ricevuto una bellissima torta bianca a più piani. Un'altra torta è stata consegnata dalla pasticceria Hedera della famiglia Ceravolo, che l'ha fatta decorare dall'artista Mauto Pallotta in alrte Maupal, che aveva già realizzato i murales con il Papa-superman.

L'Angelus: il cristiano è un testimone di gioia

Il cristiano, avendo incontrato Gesù, non può che essere “un testimone e un araldo di gioia”. La Chiesa ha celebrato domenica 17 dicembre la terza domenica di Avvento, detta “domenica della gioia”. Dopo i richiami precedenti alla vigilanza e a preparare la strada per la venuta del Signore, la liturgia, afferma Francesco affacciandosi dal Palazzo Apostolico su una piazza San Pietro illuminata dal sole, ci dice con quale spirito vivere tutto questo: con la gioia costante, la preghiera e il continuo rendimento di grazie.

San Paolo, nella prima lettera ai Tessalonicesi che costituisce la seconda Lettura liturgica, raccomanda: “Siate sempre lieti” e il Papa lo spiega: Vale a dire rimanere sempre nella gioia, anche quando le cose non vanno secondo i nostri desideri. Ma c’è quella gioia profonda, che è la pace: quella è gioia, pure, è dentro. Le angosce, le difficoltà e le sofferenze attraversano la vita di ciascuno, e tante volte la realtà che ci circonda sembra essere inospitale e arida, simile al deserto nel quale risuonava la voce di Giovanni Battista, come ricorda il Vangelo di oggi. Ma proprio le parole del Battista rivelano che la nostra gioia poggia sulla certezza che questo deserto è abitato."

È Gesù che abita il deserto, l' inviato dal Padre “a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore”. Egli, ricorda il Papa, “è venuto sulla terra per ridare agli uomini la dignità e la libertà dei figli di Dio”.

È ancora San Paolo a indicare il secondo atteggiamento: “Pregate ininterrottamente”. Per mezzo della preghiera possiamo entrare in una relazione stabile con Dio, che è la fonte della vera gioia. La gioia del cristiano non si compra, non si può comprare, viene dalla fede e dall’incontro con Gesù Cristo, ragione della nostra felicità. Quanto più siamo radicati in Cristo, tanto più siamo vicini a Gesù, tanto più ritroviamo la serenità interiore, pur in mezzo alle contraddizioni quotidiane". Ed è una gioia, questa, da condividere e che “rende meno faticoso il cammino della vita”.

Infine il terzo atteggiamento di cui parla l’Apostolo: il continuo rendimento di grazie. Si tratta della riconoscenza verso il Signore, verso i suoi benefici, il suo amore misericordioso, la sua bontà. E il Papa fa accenno alla Vergine Maria a cui possiamo affidarci. Lei è “causa della nostra gioia”, non solo perché ha generato Gesù, ma perché ci porta a Lui.

Dopo la recita dell'Angelus, il Papa ringrazia i fedeli per il calore dei loro saluti e per gli striscioni in Piazza che nel giorno del suo compleanno gli hanno rivolto gli auguri.

Dopo l'Angelus: appello per le suore rapite in Nigeria

"Mi unisco di cuore all'appello dei vescovi della Nigeria per la liberazione delle sei suore del Cuore eucaristico di Cristo, rapite circa un mese fa dal loro convento a Iguoriakhi. Prego con insistenza per loro e per tutte le altre persone che si trovano in questa dolorosa condizione: possano, in occasione del Natale, ritornare finalmente alle loro case". Così Papa Francesco dopo l'Angelus in piazza San Pietro, prima di chiedere ai fedeli arrivati in Vaticano di recitare insieme un''Ave Maria'.



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