Ecco il mosaico con il ritratto di Leone XIV per San Paolo fuori le Mura
di Agnese Palmucci, Roma
Il clipeo, presentato ieri al Papa, sarà collocato nei prossimi giorni accanto a quello di papa Francesco, e dei Papi precedenti, nella Basilica papale, dove domani saranno ultimate anche le operazioni di muratura della Porta Santa.

Sorride papa Leone XIV mentre guarda il tondo in mosaico con il suo ritratto, realizzato dallo studio del Mosaico vaticano della Fabbrica di San Pietro. L’opera, presentata oggi al Pontefice nella sala accanto all’Aula Paolo VI, in Vaticano, sarà collocata nei prossimi giorni nello spazio adiacente al ritratto di papa Francesco, a un’altezza di circa 13 metri, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, come da antica tradizione che accompagna l’elezione dei Papi. Voluto dall’arciprete della Basilica, il cardinale James Michael Harvey, il mosaico circolare è stato realizzato con smalti vetrosi e ori su una struttura metallica, per quasi un metro e mezzo di diametro. Le tessere, secondo i dettagli riportati dalla Sala Stampa vaticana in un comunicato, sono state create utilizzando l’antica tecnica del mosaico tagliato e fissate con il tradizionale stucco oleoso della tradizione vaticana.


Alla presentazione del “clipeo” erano presenti, oltre al cardinale Harvey, il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, e l’abate del Monastero di San Paolo, padre Donato Ogliari. Assieme a loro il direttore dello studio del Mosaico vaticano, Paolo Di Buono, e il maestro Rodolfo Papa, che ha realizzato il bozzetto pittorico a partire dal quale è stato prodotto il mosaico. Il disegno, con le stesse dimensioni del tondo musivo di papa Leone XIV, verrà conservato insieme a tutta la serie dei ritratti dei pontefici presso la Fabbrica di San Pietro. Prevost, al termine dell’incontro, ha chiesto ai presenti di vivere insieme un breve momento di preghiera accanto all’opera.

A San Paolo fuori le Mura, poi, Leone XIV presiederà domenica 25 gennaio, alle ore 17.30, la celebrazione dei secondi vespri della solennità della Conversione di san Paolo apostolo, a conclusione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si terrà dal 18 al 25 gennaio e avrà come tema un versetto della Lettera agli Efesini: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati». Domani sera, sempre nella Basilica papale, verrà portata a termine la muratura della Porta Santa, con un rito privato presieduto dall’arciprete Harvey, come era già accaduto per il rito della Recognitio, nel dicembre del 2024. Le stesse operazioni sono state effettuate ieri per la Porta Santa della Basilica di Santa Maria Maggiore, mentre stasera è la volta della Basilica di San Giovanni in Laterano. Si chiuderà il cerchio venerdì, quando il rito di muratura della Porta Santa della Basilica di San Pietro segnerà a tutti gli effetti l’ultima celebrazione, seppure in forma privata, del Giubileo 2025.
Come da tradizione, ha riferito ancora la Sala Stampa, all’interno delle murature vengono inserite, durante i rituali, la capsa di bronzo contenente il verbale di chiusura della Porta Santa, la chiave della Porta, alcune medaglie pontificie dall’ultima chiusura, dal 2016 fino a oggi e, laddove realizzata, una medaglia commemorativa della Basilica.
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