Il dono che cura

Sempre più offerta, sempre più domanda: il sangue donato in Italia non basta mai.
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June 17, 2026
Il dono che cura

Il dono che cura

Cari amici.
Sempre più offerta, sempre più domanda: il sangue donato in Italia non basta mai. Perché è vero che praticamente ogni anno noi italiani battiamo il record di donazioni dell’anno precedente, ma le necessità in continua crescita generano una rincorsa che vede il nostro Paese non ancora autosufficiente. Solidali sì, ma non abbastanza. Come chiudere questo “buco” che pare senza fine? La questione però ha un valore che va oltre il dare e l’avere.
La Giornata mondiale che domenica scorsa ha celebrato il donatore di sangue ha messo in evidenza quello che – nelle parole del presidente della Repubblica Mattarella – è «non solo un atto sanitario, ma un'espressione di partecipazione, solidarietà e responsabilità verso ogni persona della collettività». Proprio questa attitudine profondamente umana del dono di sé per gli altri è il valore che rende la donazione di sangue un gesto simbolicamente essenziale per una “società della cura” come quella che ci impegniamo nel nostro piccolo a edificare, insieme a ciascuno dei lettori di questa newsletter. L’immagine del sangue donato ha in sé la forza di un impegno personalissimo, che coinvolge il donatore nell’offrire una parte essenziale di sé. Nel sangue c’è la vita, e donarla in questo modo – come fanno oggi un milione e 700mila italiani, secondo il Ministero della Salute – mostra come una comunità possa reggere all’urto della crescente e sempre più diffusa fragilità (capito perché il sangue continua a non bastare?): donando. Il sangue, certo, ma anche qualcos’altro di essenziale di sé.
Come il tempo per malati e anziani soli. Perché un dono che cura rende più sana tutta la società
Francesco Ognibene
f.ognibene@avvenire.it  

IL TEMA DELLA SETTIMANA

"Base editing", la nuova eugenetica?

Non ha forse suscitato l’impatto mediatico di annunci analoghi di qualche anno fa la notizia della modificazione genetica di embrioni umani con una precisione mai vista per ottenere che possano nascere bimbi privi di difetti o con le caratteristiche desiderate. L’applicazione della tecnica di “base editing” alla vita umana è stata sperimentata con successo (ma dipende da cosa intendiamo per “successo”) a New York. Suscitando nella comunità scientifica la stessa domanda aperta anni fa dagli esperimenti del cinese He Jangkui con le sue gemelle “immuni” all’Hiv: siamo convinti di voler trasformare la persona umana in una cavia? Ecco i fatti, e le nostre riflessioni. Leggi l'articolo

IL TEMA

No, l'aborto non è un diritto

Non lo diciamo noi: l’ha detto Luisa Muraro, uno dei fari del femminismo italiano, morta il 13 giugno lasciando un’eredità rilevante di pensiero e di impegno per i diritti delle donne. Tra i quali si è sempre opposta all’inserimento dell’aborto. Per singolare coincidenza, la notizia della sua scomparsa è arrivata nelle stesse ore in cui a Roma ventimila persone da tutta Italia animavano l’annuale Manifestazione nazionale per la Vita, dicendo – da un fronte ideale assai distante dalla militanza di Luisa Muraro – la stessa cosa. E allora, andiamo a vedere cos’hanno detto i manifestanti di Roma, e poi riprendiamo quel che Luisa Muraro ha detto e scritto su Avvenire: perché il suo essere intellettualmente libera ce l’ha fatta incontrare più volte, senza farci sconti a vicenda ma ritrovandoci su più di un fronte. Leggi l'articolo

TESTIMONI

Madre Teresa e Carlo Casini, gli "schierati"

E no: dirsi contro l’aborto e il suicidio assistito, pronti a discutere di leggi e diritti, abbracciando ogni ferita umana, ma con le idee chiare sui principi ispiratori, non sempre porta nuovi amici. Anzi. Ma è da questa porta aperta sulla vita umana “così com’è”, da accogliere e amare, che passa anche la nostra visione sul mondo, gli altri, il futuro. Prendiamo Madre Teresa di Calcutta: erano amici, e non temevano di dire apertamente da che parte stavano, entrambi con un rispetto verso tutti che ne ha fatto figure di straordinaria esemplarità. Si schieravano, ma senza mettersi “contro” qualcuno. Un premio internazionale ci ha permesso di sbirciare nella loro corrispondenza. Legg l'articolo

SALUTE

Anziani allergici al clima estremo

Con questa newsletter cerchiamo di seguire cosa ci propone la cronaca: e in questi giorni che introducono l’estate prende sempre più spazio il caldo, elevato, talora quasi intollerabile. Che mette a dura prova le persone più fragili, e tra loro in particolare gli anziani. Il nostro amico psicogeriatra Marco Trabucchi ragiona su clima e salute degli anziani da un punto di vista come sempre originale. Leggi l'articolo

IL TEMA

Medici e scienziati, Leone interroga

In pochi giorni la pubblicazione dell’enciclica “Magnifica humanitas” e l’eccezionale viaggio in Spagna hanno imposto papa Leone come una figura centrale nel dibattito globale sulle tecnologie di nuova generazione, la democrazia, la scienza, il futuro dell’umanità "incalzata" dagli algoritmi. Eloquente il fatto che in questi stessi giorni ci siano arrivate le notevoli riflessioni del  presidente dei medici italiani Filippo Anelli – su medicina e pace – e del direttore scientifico di una delle più importanti istituzioni scientifiche e cliniche di Milano, Giuseppe Banfi, sul profilo e il destino della scienza nel tempo dell’IA. Leggi l'articolo

DOTTOR ALGORITMO

Cosa sfugge all'IA della nostra salute

Le letture che proponiamo con frequenza servono a mettere a fuoco, un passo dopo l’atro, la nostra conoscenza di quanto l’intelligenza artificiale possa influire sulla nostra salute e, di conseguenza, calibrare i giudizi. Si può fare raccontando storie: come quella della giovane dottoressa italiana che negli Stati Uniti convive (bene) con un’applicazione di frontiera dell’IA; ma si può fare anche con le considerazioni per noi di un grande studioso di tecnologia, bioetica e teologia come padre Paolo Benanti, sul confine sempre più sottile tra umano e tecnologico.  Leggi l'articolo

DOMANI SU "E' VITA"

Cure palliative, parlano i medici

Era un documento molto atteso: ora che è arrivato nelle nostre mani finalmente possiamo conoscere il “position paper” della Società italiana che riunisce i medici palliativisti italiani su “Il rapporto tra le cure palliative e la richiesta di suicidio medicalmente assistito”. Domani sulla pagina di “è vita” di Avvenire.

AGENDA

  • LOURDES/3. Dal 31 luglio al 3 agosto 2026 “La cura della persona come totalità unificata” rivolta a medici consacrati. Qui il programma e le iscrizioni della proposta dell'Ufficio Cei per la Pastorale della Salute.

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