«La vita, il primo dei diritti». Un popolo ha marciato a Roma per custodirla
La Manifestazione nazionale ha richiamato a Roma 20mila partecipanti, tra famiglie, bambini, associazioni, volontari, sacerdoti e religiose, per una manifestazione colorata e pacifica. I messaggi della Pontificia Accademia per la Vita e del presidente della Camera

Migliaia di famiglie, ragazzi, anziani, sacerdoti e consacrate sono scese in piazza ieri a Roma per prendere parte all’annuale Manifestazione per la Vita, appuntamento che riunisce associazioni pro-life provenienti da tutta Italia. «La difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale»: è stato questo il motto dei quasi 20mila manifestanti che hanno percorso la città da piazza della Repubblica fino alla basilica di San Giovanni in Laterano.
«Noi vogliamo tenere alta l’attenzione sulla tutela del diritto alla vita che è il diritto fondamentale, come ha ricordato pochi giorni fa papa Leone XIV – ha spiegato Massimo Gandolfini, portavoce del Family Day, tra gi animatori dell’iniziativa –. Vediamo che questo diritto è gravemente ferito e attaccato da norme che vanno esattamente in direzione opposta, a partire dalla legge 194 sull’aborto e dalla proposta di legge per la legalizzazione del suicidio assistito». In merito alle polemiche sulla concomitanza della manifestazione con il corteo pro-remigrazione e con l’assemblea costituente di Futuro nazionale a Roma, Gandolfini ha voluto precisare che «noi non abbiamo nulla a che fare con loro, siamo qui per difendere la vita». A poche ore dall’inizio del corteo, un gruppo di contestatrici aveva tappezzato il palco allestito in piazza della Repubblica con adesivi che recitavano «“Pro vita & famiglia” fuori dalla nostra vita».

Maria Rachele Ruiu, portavoce dell’associazione Pro Vita e Famiglia, anche lei tra i promotori della Manifestazione, ha rimarcato che «in un mondo in cui c’è tanta disperazione, e i giovani sono sempre più affaticati, noi vogliamo testimoniare insieme a tantissime mamme, papà, nonni, bambini, che se l’Italia vuole ripartire deve farlo da questa speranza che guarda all’altro come qualcuno da custodire».
Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Renzo Pegoraro in un messaggio alla Manifestazione ha sottolineato che «è importante che si elevi la nostra testimonianza nello scegliere la vita debole. Da quella nascente custodita nel grembo materno a quella che si sta aprendo all’eternità in un letto di ospedale». Pegoraro ha poi citato il recente discorso di Leone XIV al Parlamento spagnolo: «Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio? La difesa della vita umana è una meta di civiltà».

Il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha sottolineato in un messaggio agli organizzatori che «la salvaguardia dell’esistenza umana, in ogni sua fase, interroga nel profondo le nostre coscienze e chiama in causa le Istituzioni ad assicurare rispetto, dignità e supporto, soprattutto ai più fragili. In questa prospettiva, scegliere la vita significa promuovere una cultura che si oppone alla logica della selezione e della marginalità». Dal mondo dello spettacolo, anche Andrea Bocelli ha inviato la sua testimonianza ai manifestanti: «Esistono non quattro ma cinque operazioni matematiche, e la quinta non si studia a scuola: è la cooperazione e nasce sempre con un gesto d’amore. Io l’ho imparata prima ancora di nascere. Mia madre, a cui i medici sconsigliarono di portare avanti la gravidanza, scelse di fidarsi della vita e di non sottrarsi. Devo tutto a quella scelta».
Il corteo ha unito anime e associazioni provenienti da tutto il Paese: «Noi siamo qui per difendere i diritti di chi non ha voce», ha spiegato Federica, 54 anni, da Sutri. Per Margherita, 21 anni, da Anzio, «i bambini nel grembo della madre hanno un diritto pari a quello dei bambini fuori dal grembo, e noi siamo qui per testimoniare per loro». E per Matteo, 15 anni, dalla provincia di Brescia, «bisogna proteggere la vita per il futuro di tutti».

A scandire la giornata numerose testimonianze, come quella di Sonia, da Lumezzane, che pochi anni fa ha perso la figlia Alessia, affetta da una rara malattia: «Ci ha lasciati poco dopo la prima elementare, eppure i suoi compagni, che in questi giorni hanno finito la quinta, continuano a nominarla come se non se ne fosse mai andata. L’avevano eletta persino rappresentante di classe. Se una bambina che non poteva parlare, camminare, vedere o mangiare da sola, ha saputo trasmettere così tanto amore, questa è la dimostrazione che la vita è perfetta anche quando sembra imperfetta». Toccante il racconto dei genitori della piccola Chiara Maria: «Si è addormentata ieri sera, dopo aver vissuto sette ore in questo mondo, regalandoci un amore senza paura. Noi siamo lieti perché certi che veglierà su di noi e su tutti coloro che l’hanno amata, anche se solo per un istante».
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