La crisi dell'auto tedesca tocca anche la Bmw: tagli di 8.000 dipendenti entro fine 2027

Indiscrezioni stampa per ora non confermate. Si parla di piano volontario con buone uscite. Previste lettere a 40.000 dipendenti in Germania, circa la metà dei lavoratori tedeschi dell'azienda. A giugno la società ha dovuto rivedere fortemente al ribasso le previsioni per il 2026, preannunciando «misure di riduzione dei costi»
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July 29, 2026
La crisi dell'auto tedesca tocca anche la Bmw: tagli di 8.000 dipendenti entro fine 2027
È giunta l’ora dei tagli anche per la Bmw, che finora appariva meno toccata dalla crisi dell’auto tedesca. Dopo Volkswagen e Mercedes, anche la celebre casa automobilistica bavarese si prepara a ridurre il personale. Secondo l’agenzia stampa Dpa si parla di 8.000 dipendenti (a fronte di un totale di 150.000 lavoratori in tutti il mondo), soprattutto del comparto “indiretto” (uffici, sviluppo, commerciale, non dunque la produzione). 
Una cifra per ora non confermata dall’azienda, anche se il nuovo ad Milan Nedeljkovic ieri ha tenuto una riunione con il personale. Secondo la Sueddeutsche Zeitung, si tratta di un piano volontario di uscita almeno per i dipendenti in Germania, già concordato con i rappresentanti dei lavoratori. Stando al quotidiano, sarà offerto un piano di buonuscite entro fine 2027 in tutti gli stabilimenti tedeschi, con lettere inviate a 40.000 dipendenti (circa la metà degli 84.000 situati in Germania). Non si hanno cifre ufficiali sul costo dell’operazione, ma si parla di centinaia di milioni di euro (un analogo piano di Mercedes a inizio 2025 è costato mezzo miliardo).
Che la cosa fosse nell’aria si era capito il 16 giugno, quando l’azienda ha dovuto drasticamente rivedere al ribasso le previsioni per il 2026, parlando di una «netta riduzione dell’utile netto» rispetto al 2025, e con una previsione di margine operativo tra l’1 e il 3% nel comparto auto, ben al di sotto l’obiettivo originario del 4-6%. Già nel primo trimestre 2026 l’utile operativo è crollato di oltre un terzo. A giugno il gruppo ha avvertito che avrebbe «intensificato e accelerato le attuali misure di riduzione dei costi attraverso ulteriori interventi strutturali e di efficienza». 
Finora la Bmw sembrava esser stata risparmiata dalla crisi che colpisce le concorrenti, complice anche la tempestiva scelta del “doppio binario”: motori termici e motori elettrici. Tra le maggiori cause figura il crollo delle vendite in Cina, ma anche gli alti costi energetici, l’allarme dei consumatori per l’elevata inflazione, nonché il leggero calo di vendite per i marchi Bmw, Mini e Rolls-Royce (inizialmente erano previsti numeri stabili rispetto al 2025). Anche se, a dire il vero, non tutto va male: solo pochi giorni fa Bmw ha annunciato 100.000 ordini per il nuovo Suv elettrico iX3, presentato lo scorso autunno e prodotto a Debrecen, in Ungheria.
La notizia giunge dopo quella di poche settimane fa di tagli per 100.000 dipendenti per il gruppo Volkswagen con possibili chiusure di stabilimenti (ieri hanno manifestato 6.000 dipendenti di quello Audi a Neckarsulm), mentre lunedì Porsche (gruppo VW) ha annunciato tagli del 20% del personale entro il 2035. Nelle scorse settimane i lavoratori di Mercedes hanno protestato per i piani dell’azienda di aumentare l’orario di lavoro a parità di stipendio.
 

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