Diesel al Sud, elettrico al Centro e ibrido al Nord: ecco la geografia dell'auto usata

Motivazioni di acquisto e scelta della motorizzazione: una ricerca Ipsos Doxa per Subito disegna il quadro del mercato delle vetture di seconda mano in Italia e sottolinea grandi diversità
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July 29, 2026
Diesel al Sud, elettrico al Centro e ibrido al Nord: ecco la geografia dell'auto usata
Un italiano su 5 in base al sondaggio Ipsos Doxa per Subito ha acquistato un'auto usata negli ultimi tre anni
C'è chi la cerca sui social, chi chiede consiglio al cognato meccanico, chi apre l’app alle undici di sera mentre è sul divano. Chi vuole un diesel solido e senza sorprese, chi invece ha già deciso che la prossima sarà elettrica. Il mercato dell'auto usata in Italia è vasto, vivace e in crescita, ma soprattutto sorprendentemente vario. Dietro un numero che già da solo è rilevante – 1 italiano su 5 ha acquistato un'auto usata negli ultimi tre anni, dato in crescita di 6 punti percentuali rispetto al 2024 – si nasconde un Paese che non si muove all'unisono. Se poi aggiungiamo che il 15% degli italiani sta valutando concretamente l'acquisto nei prossimi mesi, possiamo dire che il mercato delle vetture di seconda mano non sta solo crescendo, ma si prepara a diventare ancora più importante.
È quello che emerge dall'Osservatorio Second Hand Economy 2025 di IPSOS Doxa per Subito: un mercato in accelerazione – in Italia nel 2025 sono state vendute più del doppio di auto usate rispetto al nuovo e solo su Subito Motori è stata venduta un'auto ogni 3 minuti – ma con dinamiche geografiche che raccontano abitudini, priorità e sensibilità diverse.
A partire dalla propensione all'acquisto, la cartina geografica dice già molte cose. Il Sud e le Isole guidano con il 24% di acquirenti negli ultimi tre anni – distaccandosi dalla media nazionale di ben 3 punti – in un contesto dove l'auto rimane un bene essenziale, spesso condiviso tra generazioni e acquistato in famiglia. Il Nord Ovest si ferma al 17%, il valore più basso: non perché l'interesse manchi, ma perché, come mostrano i dati, chi compra lo fa con criteri molto selettivi e per motivazioni ben precise.
Il diesel rimane la scelta prevalente a livello nazionale (32%), ma al Sud e Isole raggiunge il 38,3%, mentre al Nord Ovest scende al 20,8% – quasi la metà. È qui che benzina (28,6%) e ibrido (20,6%) trovano il loro terreno più fertile, in un'area che guarda alle motorizzazioni alternative con più apertura e meno resistenza.
L'elettrico puro, invece, gode di ottima salute in Centro Italia, dove tocca il 19,2% delle preferenze. Non è un caso: è nelle grandi città del Centro – Roma su tutte – che le normative ambientali entrano concretamente nella scelta del veicolo. L'elettrico, qui, non è solo una preferenza: è spesso una risposta razionale alle regole della città in cui si vive.
Anche tra chi ha già deciso di puntare sui new energy vehicles (NEV), le strade si dividono. Il Nord-Ovest preferisce il Full Hybrid (33,5%): una motorizzazione percepita come più vicina all'esperienza tradizionale, che non richiede colonnine né nuove abitudini di ricarica. Centro e Nord Est guardano invece al Plug-in Hybrid (rispettivamente 34,5% e 32,6%), segnale di una maggiore disponibilità a integrare la ricarica nella routine quotidiana – e di infrastrutture e condizioni di utilizzo che lo rendono praticabile.
Con il 23,4% di acquirenti che cercano attivamente un'elettrica o un'ibrida, il Centro è l'area più orientata verso i New Energy Vehicles (NEV): la spinta normativa e la sensibilità urbana, qui, si traducono già in comportamenti concreti sul mercato.
Anche chi vorrebbe passare all'elettrico si scontra con dubbi che variano a seconda di dove vive. Al Nord Ovest, dove la sensibilità al prezzo è più radicata, la barriera principale è il costo d'acquisto (44,7%): anche nell'usato, l'elettrico costa ancora troppo rispetto a quanto si è disposti a spendere. Al Centro prevalgono i dubbi sulla durata della batteria (33,7%): chi ha già abbracciato l'elettrico come filosofia vuole essere sicuro che l'investimento regga nel tempo. Al Nord Est, territorio di percorrenze più variabili tra città e provincia, preoccupa soprattutto l'autonomia insufficiente (28,7%). E poi c'è il Sud, che parla un'altra lingua ancora: l'accesso facilitato alle ZTL – motivazione chiave al Centro con il 45,1% – qui è quasi irrilevante: 9,4%. Non perché manchi interesse per l'elettrico, ma perché le politiche urbane sono diverse, e così di conseguenza i vantaggi pratici.
Perché si sceglie l'usato: il prezzo non racconta tutto. Il risparmio è il motore della scelta di un’auto second hand in tutta Italia – il 68% degli acquirenti lo cita come motivazione principale – ma la parola "risparmio" non significa la stessa cosa da nord a sud. Al Nord Ovest il prezzo domina in modo quasi assoluto (78,2%), con una componente significativa legata all'uso specifico o limitato del veicolo: spesso è la seconda auto di famiglia, comprata con un budget preciso per una funzione precisa. Niente di superfluo. Al Nord Est il risparmio evolve in convenienza: non basta costare poco, bisogna offrire il miglior rapporto qualità-accessori/prezzo – si valuta l'insieme, si confronta, si ragiona.
Al Centro pesano la disponibilità immediata – l'auto giusta, adesso, senza liste d'attesa – e una crescente sensibilità verso i principi di economia circolare: scegliere un veicolo già esistente è anche una scelta di valori, non solo di portafoglio. Al Sud e Isole, infine, emerge una motivazione che altrove è quasi marginale: il 17,3% acquista un'auto usata per un neopatentato. L'auto come rito di passaggio, come primo passo verso l'autonomia – e la famiglia che lo rende possibile, scegliendo l'usato per contenere la spesa senza rinunciare alla mobilità.

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