Il Garante: «I diritti dei disabili non sono concessioni»
L'avvocato Maurizio Borgo: «In un anno e mezzo ricevute 2mila segnalazioni di discriminazione. C'è ancora un grande lavoro culturale da compiere per rendere effettiva l'uguaglianza». L'Autorità è collegiale - ne fanno parte Antonio Pelagatti e Francesco Vaia - e ha emanato anche raccomandazioni generali

«Cerchiamo di contribuire al cambiamento culturale necessario perché si guardi in modo nuovo alle persone con disabilità. I loro diritti non sono una gentile concessione, un di più, ma devono essere garantiti come a qualunque altro cittadino. È quanto prevede la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (Crpd nella sigla inglese, ndr), che è legge dello Stato». L’avvocato Maurizio Borgo dal gennaio 2025 è presidente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (Agndd): «Abbiamo ricevuto più di 2mila segnalazioni che ci fanno dire che a tutt’oggi spesso i diritti non sono garantiti. Ci tengo a sottolineare che l’Agndd è un organismo collegiale: accanto a me, che sono un giurista, ci sono il professor Francesco Vaia, che ha ampia competenza sanitaria, e Antonio Pelagatti, ingegnere con una disabilità».
Quando e perché è nata l’Agndd?
L’Autorità garante ha preso il via nel gennaio 2025 sulla base del decreto legislativo 20/2024, ma l’origine è nella legge delega 227/2021. Prima esisteva solo l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (Ond) incardinato presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali poi trasferito al ministero per le Disabilità, quando fu istituito nel 2018. All’Osservatorio fanno riferimento tanti ministeri e tante associazioni, Ma essendo presieduto da un ministro, risulta espressione della maggioranza di governo: con la legge 227 si è data attuazione agli articoli 16 e 33 della Convenzione Onu.
Quali sono i vostri compiti principali?
Garantire e tutelare i diritti delle persone con disabilità, basandosi sui principi stabiliti dalla Convenzione Onu (2006), che l’Italia ha ratificato con la legge 18/2009. Occorre qualcuno che verifichi, al di là delle affermazioni di principio e dei testi legislativi, che i diritti siano effettivamente garantiti, perché la loro mancata tutela porta alla discriminazione. Attualmente si parla di disabilità per lo più in due casi: quando una tragedia coinvolge una persona con disabilità, o quando quest’ultima ottiene grandi risultati, specie nello sport. Ma la disabilità non è né la tragedia né il gesto eroico: è la quotidianità. Sottolineo il titolo di ExpoAid 2026 (Rimini, 25-7 giugno): "Io, persona di valore".
Come opera l’Agndd?
Riceviamo le segnalazioni di discriminazioni dalle persone con disabilità, dai loro familiari o caregiver, dalle associazioni. Sono state oltre 2mila, in crescita da quando, a settembre 2025, è nato il nostro sito con una maschera per le segnalazioni facilmente fruibile. Noi verifichiamo la situazione e interveniamo, dando precedenza a situazioni urgenti, proponendo - a seconda dei casi - accomodamenti ragionevoli, o chiedendo la cessazione di condotte discriminatorie o l’abbattimento di ostacoli che impediscono il pieno esercizio di un diritto o di una libertà fondamentale da parte della persona con disabilità.
Quali ostacoli incontrate?
La principale difficoltà è stata far partire l’Autorità garante: ci eravamo dati un anno di sperimentazione. Poi le risorse, umane ed economiche: oltre al collegio di presidenza, abbiamo un direttore generale, dieci funzionari e dieci assistenti, per occuparci di circa 13 milioni di persone, secondo i dati (pre-Covid) dell’Oms. Con un bilancio di 3 milioni e 200mila euro. Il Garante per l’infanzia e l’adolescenza, monocratico, ha un organico triplo e un bilancio doppio del nostro. Un’altra difficoltà è sapere esattamente quante siano le persone con disabilità: l’Inps eroga 3,5 milioni di pensioni di invalidità civile, ma non è il numero delle persone con disabilità. Avere dati più precisi consentirebbe di tarare meglio le politiche.
Quali risultati avete ottenuto finora?
Distinguerei i singoli casi risolti e le raccomandazioni generali approvate. Dei primi cito alcuni dei più clamorosi: una persona con disabilità intellettiva alla quale l’ufficio postale non garantiva l’accesso prioritario perché non era compresa nell’elenco "ufficiale" che comprendeva solo disabilità sensoriali. Abbiamo fatto aggiornare l’elenco alle Poste. Una studentessa con grave disabilità, che aveva superato i test di ammissione alla facoltà di Medicina ma nelle ultime posizioni, aveva avuto il posto in un’università a centinaia di chilometri di distanza: è stato necessario convincere i rettori delle due università per permetterle di avvicinarsi a casa. Un bambino al quale il Comune garantiva l’assistenza al centro estivo per sole 60 ore in un mese, lamentando l’insufficienza delle risorse: appena ci siamo fatti vivi, la situazione si è risolta. O addirittura il magistrato con disabilità fisica che, dovendo essere trasferito per la rotazione stabilita per legge, veniva assegnato dal suo superiore (un magistrato!) a un compito impossibile per le sue condizioni.
E le raccomandazioni generali?
Una è il protocollo firmato a febbraio dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che rende pienamente accessibili le navi a tutte le persone con disabilità. Le associazioni lo chiedevano da tempo, gli armatori resistevano: con il nostro intervento si è arrivati alla soluzione, che ora verrà monitorata dal Registro italiano navale. Un’altra importantissima: abbiamo ottenuto una circolare del ministero dell’Interno che permette il voto assistito delle persone con disabilità con la sola esibizione della carta della disabilità. E lo scorso marzo, per la prima volta, hanno potuto votare senza complicazioni burocratiche enormi. Infine abbiamo segnalato che nell’assistenza sanitaria i caregiver non sono visitatori come gli altri: per garantire il diritto alla salute devono poter accompagnare le persone con disabilità alle visite e avere libero accesso in ospedale.
Quali dossier avete aperti al momento?
Della correzione del decreto legislativo 20 attendiamo solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: rafforza i nostri poteri, tra cui quello di agire in giudizio. Manca ancora un potere sanzionatorio (come quello del Garante per la privacy). C’è tanto da fare nel mondo dei trasporti. E resta sempre aperta la promozione della cultura dell’inclusione, partendo dalle scuole. Speriamo che la presenza dell’Autorità garante aiuti a far crescere la consapevolezza che le persone con disabilità hanno gli stessi diritti di tutti i cittadini.
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