L'attività di cura con amore e professionalità

L'Istituto Auxologico Italiano ha costituito un solido legame con la Romania, dove ha aperto due strutture ospedaliere. Pubblicati gli atti di un convegno sulla responsabilità nella presa in carico del paziente, all'insegna della dignità della persona e dei valori cristiani
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June 11, 2026
L'attività di cura con amore e professionalità
Parafrasando il noto comandamento evangelico sull’amore verso il prossimo, anche l’attività di cura, di carattere sanitario ma non esclusivamente medico-chirurgico, può essere vista come un dovere che intreccia il destino degli esseri umani nella solidarietà. Presentato ieri a Roma alla presenza del vescovo Renzo Pegoraro (presidente della Pontificia Accademia pro Vita), il volume Cura il tuo prossimo come te stesso. Amore, relazione umana e professionalità nella cura (Il Pensiero Scientifico Editore, 160 pag., 25 €) curato da George Bologan, ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine Militare di Malta, e da Mario Colombo, presidente dell’Istituto Auxologico Italiano Irccs, riunisce i contributi dell’omonimo convegno svoltosi sei mesi fa a Baile Felix (Romania) che aveva messo a confronto culture ed esperienze diverse tra Italia e Romania sul valore e l’etica della cura. La presenza di Auxologico in Romania è cresciuta nel tempo e ora vanta due strutture, a Baile Felix e a Corbeanca-Bucarest, che favoriscono le relazioni formative e i percorsi clinici tra Università italiane e romene. Il libro (che riunisce tutti i testi in italiano e in romeno) è introdotto dai saluti delle autorità politiche locali, e da quelli sia del vescovo latino cattolico di Oradea, László Bőcskei, sia del vescovo ortodosso di Oradea, Sofronie Drincec.
Nel suo intervento, Bologan sottolinea che la medicina più efficace unisce competenza scientifica e umanità, considerando il paziente non come un numero ma come una persona. E nel criticare l’eccesso di comunicazione virtuale che produce isolamento, invita a recuperare il valore della presenza, dell’ascolto e della compassione. Colombo, dopo un excursus sull’affermarsi del valore della dignità della persona, ha evidenziato come la libertà della cura implichi il diritto di scegliere, accettare o rifiutare i trattamenti sanitari attraverso un consenso informato e consapevole. Tuttavia la libertà del paziente deve conciliarsi con la responsabilità del medico e con il rispetto della vita e del benessere del malato. Nel ribadire che la vita è un dono di Dio e va rispettata dal concepimento alla morte naturale, il vescovo greco cattolico di Oradea, Virgil Bercea, ha criticato la tendenza moderna a valutare le persone in base all’efficienza e alla produttività: la Chiesa richiama l’attenzione sul rischio di considerare alcune vite “sacrificabili”. Una critica all’individualismo che porta a ignorare i bisogni altrui e un richiamo all’importanza del bene comune sono venuti da don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana: sull’esempio della parabola, i cristiani sono chiamati a essere “buoni samaritani” sostenendo chi è nel bisogno e contribuendo alla guarigione delle ferite sociali. Perché l’amore verso il prossimo è il fondamento dell’agire morale e della vita cristiana. 

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