Dal Cdm arriva lo sconto sul gasolio: -17 centesimi per 10 giorni
Scongiurato il rincaro delle sigarette trapelato nel pomeriggio. Meloni: «Sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile»

Doveva essere il giorno del taglio sulle accise del gasolio. Lo è stato ma per qualche ora si è temuto che a pagarlo fossero nuovi rincari sulle sigarette. Una combo, quella tra carburanti e tabacchi, potenzialmente esplosiva e quindi disinnescata.
Alla fine di un lungo pomeriggio, il Cdm infatti «prevede uno sconto sul gasolio e solo sul gasolio per un controvalore fra accise e Iva di 17 centesimi, fino al 6 di agosto», spiega il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa. La decina di giorni coperti dal decreto costerà attorno ai 125 milioni di euro. «Le coperture sono in parte le accise mobili, ma che si riferiscono al mese pregresso – continua Giorgetti –, perché attendiamo l’inizio di agosto per utilizzare quelle maturate nel mese di luglio, in parte le sanzioni antitrust e in parte il fondo per gli interventi strutturali di politica economica». Poi a inizio agosto si vedrà se prolungare, conclude il ministro. Via social, rivendica il provvedimento anche la premier Giorgia Meloni, pur ammettendo che si tratta di una misura tampone: «Le tensioni internazionali stanno facendo salire di nuovo il prezzo dei carburanti e, con esso, il costo di tutto quello che viaggia su strada», scrive prima di motivare la scelta di concentrarsi solo sul gasolio («il carburante che pesa di più su trasporti, agricoltura e sui prezzi che ogni famiglia paga»). Infine, conclude la premier, «sappiamo che non risolve il problema. Ma è una risposta tempestiva e responsabile, tenendo in considerazione le poche risorse che abbiamo e un quadro internazionale in continua evoluzione».
Intervenire in qualche modo era necessario perché il prezzo medio del gasolio e quello della benzina si sono avvicinati in questi giorni ai picchi primaverili (2 euro al litro la benzina e 2,2 euro il gasolio), in corrispondenza dell’esodo estivo delle famiglie verso le località di villeggiatura. Insomma, il rischio di una stangata sulle vacanze era concreto (e resta per la benzina). Così come a marzo, si è deciso di avvalersi del sistema delle “accise mobili”, scaduto un mese fa e costato due miliardi di euro. In sostanza, una riduzione variabile, sulla base delle entrate legate all’Iva sui carburanti. Sul fronte sindacale, la Cisl approva. Mentre l'Unione nazionale consumatori parla di «taglio insufficiente» che sarebbe stato meglio pagare con i rincari delle sigarette. Insoddisfatto anche il Codacons che calcola uno sconto di 8,5 euro sul pieno, ritenuto «deludente e insufficiente, limitato solo al gasolio senza avere alcun effetto sulla benzina, che non salverà gli italiani dalla stangata sulle partenze estive».
«Non siamo intervenuti sulle accise sui tabacchi», svia invece il ministro alla doppia domanda sulla discussione rispetto all’aumento del costo delle sigarette. D’altronde proprio il possibile rincaro sulle sigarette aveva acceso prima del Cdm l’ennesimo caso dentro la maggioranza. «Sono assolutamente contrario all’aumento delle tasse per ridurre il peso delle accise sui carburanti, in particolare sui tabacchi», aveva messo in chiaro Matteo Salvini arrivando a palazzo Chigi, pur aggiungendo che non gli risultava un provvedimento del genere. Nel frattempo, filtrava anche la contrarietà dell’altro vicepremier, il forzista Antonio Tajani. I due partiti alleati di Fratelli d’Italia hanno quindi puntato i piedi, un po’ come avvenuto su altri dossier: dalla legge elettorale alle intercettazioni a strascico – cioè utilizzabili anche in procedimento diversi da quelli per cui sono state chieste purché legati a mafia, terrorismo o tratta di esseri umani – che FdI vorrebbe rimettere come chiesto dal capo dell’Antimafia Giovanni Melillo, ma su cui i forzisti sono contrari per ragioni di garantismo. FdI ha presentato un emendamento a un decreto legge che da oggi sarà discusso in Senato. L’ipotesi potrebbe essere quella di disinnescarlo con l’inammissibilità per rinviare il nodo in un altro provvedimento ad hoc. Mentre per decidere se ripresentare le preferenze a Palazzo Madama si aspetterà la riunione di Tajani con i senatori di Forza Italia. Fronti aperti in questa calda e complicata estate che sta agitando il centrodestra, tra rese dei conti, manovra in arrivo, “effettoVannacci” e campagna elettorale ormai iniziata.
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