Sanità privata, cinque tavoli per il rinnovo dei contratti
L'Aris rilancia le trattative convocando i diversi sindacati di categoria in una situazione di permanente complessità. Se i lavoratori chiedono l'adeguamento delle retribuzioni, gli Istituti fronteggiano difficoltà legate al mancato aggiornamento dei rimborsi da parte dello Stato

In una situazione complessa, ma con la volontà di raggiungere un accordo soddisfacente per tutte le parti coinvolte, sono ripartite le trattative per il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro per i dipendenti della sanità privata religiosa, con l’apertura di ben cinque tavoli negoziali da parte dell’Associazione religiosa istituti socio-sanitari (Aris), coinvolgendo i sindacati e le delegazioni delle diverse aree professionali.
Il Consiglio nazionale dell’Aris ha convocato i sindacati per la dirigenza medica dell’Associazione italiana medici istituti religiosi spedalieri (Anmirs) e della Confederazione italiana medici ospedalità privata (Cimop), la dirigenza sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa (Spta) dell’Associazione nazionale aiuti assistenti ospedalieri (Anaao) e dell’Associazione dirigenti ospedalità non profit (Adonp), e il personale non medico dell’ospedalità privata e dei Centri di riabilitazione/Residenze sanitarie assistenziali (Cdr/Rsa).
Plauso per la ripresa delle trattative è stato espresso da padre Virginio Bebber, presidente di Aris: «Si tratta di un momento importante, espressione di quella comune responsabilità che ci deve vedere uniti nel difendere i nostri stessi, se pur differenti, diritti. Il futuro possiamo scriverlo insieme solo se restiamo uniti». «L’Aris – ha puntualizzato l'avvocato Giovanni Costantino, capo delegazione Aris e responsabile per il rinnovo dei contratti – è ben consapevole della necessità di incrementare i livelli retributivi del personale operante nelle strutture associate. Il riconoscimento delle professionalità coinvolte passa anche dai livelli retributivi e l’Associazione è impegnata nell’individuare modalità di finanziamento sostenibili per la copertura dei costi derivanti dal rinnovo contrattuale».
«Con riferimento alle trattative – ha infatti sottolineato Costantino – non si può dimenticare la complessità della situazione finanziaria delle strutture private accreditate, sebbene non manchi la volontà di valorizzare il ruolo e la professionalità di tutti i lavoratori coinvolti, assicurando livelli retributivi adeguati e sostenibili».
Le organizzazioni sindacali, dal canto loro, hanno ribadito su tutti i tavoli come i lavoratori del settore attendano da tempo il rinnovo dei contratti, reclamando il pieno riconoscimento dei propri diritti economici e normativi. «La posizione dei sindacati è comprensibile – ha commentato Costantino – e l’Aris non intende fuggire dalle proprie responsabilità nei confronti delle diverse figure professionali coinvolte. L’Associazione, riconoscendo da sempre il contributo essenziale per il funzionamento delle strutture, intende gratificare, compatibilmente alle risorse disponibili, il senso di appartenenza che ogni giorno i lavoratori privati dimostrano».
Le trattative sono iniziate con buoni auspici, senza dimenticare che le strutture Aris operano in un contesto che non beneficia delle stesse condizioni e risorse del settore pubblico. Se quindi i lavoratori chiedono il rinnovo di contratti scaduti ormai da 10-14 anni, gli istituti faticano grandemente per il mancato aggiornamento dei rimborsi delle prestazioni da parte dello Stato, visto che i Drg sono fermi da circa 15 anni.
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