Più sangue donato vuol dire più cure. Perché l'Avis chiede di rafforzare la raccolta
Giornata mondiale dei donatori (in Italia 1,3 milioni con 2 milioni di prelievi l'anno): «Cerchiamo l'autosufficienza nazionale, servono fino a 900 donazioni di plasma per trattare un paziente con una particolare patologia per un anno»

Nonostante 1,3 milioni di donatori, 900 tonnellate di plasma raccolte nel 2025, e più di 2 milioni di donazioni di sangue, serve «continuare a investire nell’autosufficienza nazionale di plasma», valorizzando la donazione volontaria, «una risorsa preziosa per il Servizio sanitario, un principio che costituisce il fondamento del sistema trasfusionale italiano e contribuisce a garantire equità, sicurezza e disponibilità delle cure per migliaia di pazienti». È il messaggio lanciato da Oscar Bianchi, presidente nazionale dell’Avis, in occasione della Giornata del donatore. Un appuntamento, ha evidenziato Bianchi, per «tutelare questi principi, la piena applicazione della legge 219 e i donatori stessi, garantendo un utilizzo etico e trasparente dei dati e contrastando ogni tentativo di sfruttamento commerciale del dono». Allo stesso tempo, c’è la necessità di «rafforzare la raccolta associativa, e assicurare la sostenibilità del sistema attraverso il rapido aggiornamento delle tariffe attualmente all’esame del ministero della Salute», che servono a ristorare i costi vivi sostenuti dalle associazioni.
Perché difendere il dono, ha infine dichiarato Bianchi, «significa garantire al Paese un sistema fondato sulla solidarietà, sulla sicurezza e sulla responsabilità collettiva». Nei giorni scorsi l’Avis si è fatta promotrice di iniziative di informazione e sensibilizzazione per diffondere la cultura del dono e rafforzare la consapevolezza sull’importanza della donazione. Oggi a bordo degli aerei Ita Airways, verrà diffuso un messaggio dedicato. La campagna sarà inoltre visibile nelle lounge degli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate attraverso espositori e spot informativi. Numerosi monumenti e sedi istituzionali in tutta Italia saranno illuminati di rosso per celebrare la ricorrenza, come moltissime saranno le iniziative, gli eventi di piazza, i convegni che avranno luogo nelle oltre 3.300 sedi italiane. I contenuti della campagna saranno inoltre rilanciati sui social network dai partner di Avis. E in molte province verranno organizzate raccolte straordinarie di sangue.
«Possono servire fino a 900 donazioni di plasma per trattare una persona con una particolare patologia per un anno. Il gesto del donatore è quindi direttamente collegato alla terapia del paziente», ha dichiarato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani. «Dal plasma, non sintetizzabile in laboratorio – ha aggiunto, sottolineando l’importanza di continuare a promuovere la cultura della donazione – si ottengono medicinali essenziali e spesso insostituibili come immunoglobuline, albumina, fattori della coagulazione e altre proteine utilizzati per trattare numerose patologie, comprese molte malattie rare. Circa l’80% del plasma raccolto è destinato proprio alla produzione di plasmaderivati». Trasformare il plasma in farmaci impegna in Italia 4 stabilimenti produttivi, oltre 1.700 addetti e investimenti superiori a 500 milioni nel periodo 2021-2026.
Un appello a donare arriva anche dal Policlinico universitario Gemelli di Roma - affiancato dal Gruppo donatori di sangue “Francesco Olgiati” Odv - che ha lanciato la campagna “Rimetti in circolo la vita. In ogni goccia c’è un domani che scorre”. Chi donerà si assicurerà anche un voucher per visitare i Musei Vaticani a un prezzo ridotto e senza attendere la coda.
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