Una conchiglia, la sabbia, un'alga: i futuri infermieri regalano ai pazienti "il mare in boccetta"
di Antonio Averaimo, Napoli
Il dono degli studenti dell'Università
degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” per i malati oncologici che trascorreranno il mese di agosto in ospedale

«Vorrei portarti al mare / anzi portarti il mare», recitano i versi di una fortunata canzone del rapper Coez. Gli studenti del corso di Infermieristica dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli li hanno messi a corredo de “Il mare in una boccetta”, il regalo che hanno portato ieri mattina ai malati di cancro che trascorreranno il mese di agosto in una stanza dell’Istituto nazionale tumori “Pascale” di Napoli, mentre gli altri italiani potranno godersi tranquillamente le vacanze estive. La bottiglietta regalata dagli aspiranti infermieri ai pazienti dell’ospedale napoletano, nel quale i primi stanno svolgendo il proprio tirocinio, contiene sabbia, una conchiglia, un’alga. E il messaggio ricavato dal successo di Coez, naturalmente. Un modo, questo, per dire agli ospiti del “Pascale” che non sono soli e che qualcuno ha pensato a loro, che affrontano il proprio personale calvario nel momento in cui tutti gli altri si preparano a vivere giorni di riposo e divertimento.
Se i pazienti non possono andare al mare, possono però chiudere gli occhi – è il ragionamento fatto dagli studenti della “Vanvitelli” e dai loro docenti − e lasciarsi trasportare con l’immaginazione tra il suono delle onde, il profumo della salsedine e la leggerezza di una passeggiata sulla spiaggia. A chi trascorrerà il mese di agosto nell’ospedale partenopeo, i tirocinanti hanno infatti anche chiesto di scrivere «un pensiero da consegnare al mare». Pensieri che saranno raccolti in uno di quei secchielli che i bambini normalmente portano con sé in spiaggia. L’iniziativa mira a mettere in evidenza «il volto più autentico della professione infermieristica, ovvero quello che affianca alle competenze cliniche la capacità di ascoltare, comprendere e prendersi cura delle emozioni delle persone. Perché la cura non passa soltanto attraverso le terapie, ma anche attraverso piccoli gesti che riescono a regalare conforto, speranza e vicinanza».
«Le boccette sono state preparate con cura dagli stessi studenti, che hanno voluto dedicare tempo e attenzione a ogni dettaglio», racconta Maria Rosaria Esposito, direttrice del corso di laurea in Scienze infermieristiche presso la “Vanvitelli”. «Un lavoro condiviso che testimonia come la formazione di un infermiere si costruisca anche attraverso l’empatia, la sensibilità e la volontà di esserci nei momenti più difficili», spiega Esposito. «Ai pazienti è stato chiesto anche di scrivere un messaggio dei loro desideri. Messaggi che poi diventeranno uno studio già al vaglio delle nostre attività». Per Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Istituto tumori napoletano, l’iniziativa incarna il senso più profondo della cura. «Mettere sempre la persona al centro, non solo attraverso l’eccellenza delle terapie, ma anche con gesti di umanità e vicinanza che possono rendere più lieve il percorso della malattia», afferma di Mauro. «Un piccolo dono può avere un valore immenso, quando riesce a trasmettere speranza, conforto e il senso di una comunità che non lascia solo nessuno», conclude il direttore generale del “Pascale”.
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