Per l'ultimo saluto a don Mazzi i canti e le voci dei “suoi” ragazzi
di Giulio Isola
Oggi e domenica la camera ardente del sacerdote morto ieri a 96 anni nella storica sede della comunità Exodus, al Parco Lambro di Milano. Lunedì i funerali nella Basilica di Sant'Ambrogio

Una vita dedicata a chi rischiava di restare indietro, agli ultimi, ai tossicodipendenti. E sono loro, i suoi "ragazzi" e tutta la rete Exodus, a stringersi attorno a don Antonio Mazzi, morto ieri a Milano a 96 anni nella sua casa all'interno del Parco Lambro, dove ha sede la comunità da lui fondata oltre quarant'anni fa. I funerali si terranno lunedì 3 agosto nella Basilica di Sant'Ambrogio alle 15, mentre la camera ardente sarà allestita oggi pomeriggio e domenica nella storica sede di Exodus, la Cascina Molino Torrette, sempre nel Parco Lambro. La tumulazione avverrà invece in forma privata presso l'Abbazia di Maguzzano, in provincia di Brescia, nel cimitero dell'Opera don Giovanni Calabria. «Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi», commenta Franco Taverna, vicepresidente della Fondazione Exodus. «Amava ripetere che non era stato lui a salvare i ragazzi, ma che erano stati proprio i "suoi ragazzi difficili" a salvare lui. Oggi tutta la grande famiglia di Exodus si stringe intorno al suo ricordo. Non lo piangiamo con rassegnazione, ma faremo festa per lui, continuando a portare avanti la sua missione».
Una promessa, quella di "fare festa", che sarà mantenuta già ai funerali che si svolgeranno a Sant'Ambrogio. Non sarà una cerimonia formale, ma una liturgia viva, animata dai canti, dalla musica e dalle parole dei ragazzi e degli educatori di tutte le realtà Exodus presenti in Italia e nel mondo, suggerisce la fondazione, spiegando che don Mazzi se ne è andato «circondato fino all'ultimo dall'affetto dei suoi ragazzi e degli educatori». Intorno al "prete matto" si stringe tutta Milano, che ha proclamato il lutto cittadino in occasione delle esequie di lunedì. «Don Mazzi ha sempre rappresentato una delle anime di Milano, quella attenta al prossimo, vicina ai ragazzi e alle ragazze in difficoltà», ha scritto su X il sindaco Beppe Sala. «La scomparsa di don Antonio Mazzi - ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana - mi addolora profondamente. Oggi non perdiamo soltanto il fondatore di Exodus, ma un uomo straordinario». Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricorda il sacerdote che «ha reso una testimonianza di impegno sociale e civile, vigoroso e spesso coraggioso». E messaggi di cordoglio arrivano dal mondo politico, da destra e da sinistra, da Matteo Salvini a Elly Schlein, da Maurizio Lupi a Letizia Moratti e numerosi ministri, oltre che da volti noti dello spettacolo che l'hanno avuto come amico e ospite nei loro programmi. L'ultimo messaggio lasciato dal fondatore di Exodus, secondo la sua storica collaboratrice Cristina Mazza, è un invito a sognare, qualunque sia la nostra età: «I sogni sono sempre giovani. Non dobbiamo mai smettere di sognare, che abbiamo 70 anni, che ne abbiamo 15, che ne abbiamo 80».
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