L’umano «tutto intero», un cantiere per la società e la democrazia

Il terzo Festival organizzato dal network associativo “Ditelo sui tetti” rilancia la persona umana come cuore di ogni scelta. Due giorni di confronti a Roma
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June 15, 2026
L’umano «tutto intero», un cantiere per la società e la democrazia
Un'immagine dell'edizione 2025 del Festival
Il network di oltre cento associazioni e di altrettanti comitati civici “Ditelo sui tetti” (citazione da Mt 10,23) – al suo terzo “Festival dell’Umano tutto intero” il 16 e 17 giugno a Roma al Pio Sodalizio dei Piceni, sul tema “Ben venga mia sorella vita” – offre una volta ancora una spontanea occasione per cercare assieme un giudizio su questioni che riguardano tutti.
E così il network vuole porre la “questione antropologica”, indicata da Benedetto XVI nelle scelte pubbliche, specie legislative. Assieme, ci si aiuta a illuminare quale concezione dell’umano sia all’origine di alcune riforme che hanno la pretesa di riscrivere il valore della persona. Assieme, proviamo, specularmente, a proporre ai decisori possibili opzioni normative che, invece, sostengano una concezione dell’umano in cui ogni istante sia riconosciuto sempre di valore assoluto.
Perché? Perché in ogni momento della nostra vita noi non smettiamo di chiedere, desiderare, gridare un Significato, una Bellezza, un compimento, la verità su di noi. Questo è un fattore, anzi “il” primo fattore dell’umano, osservabile da tutti e da tutti riconoscibile come il primo criterio con cui giudicare ogni proposta. Che è quel “punto rosso”, il cuore, che consente alla figura grezza e impacciata dell’Icarus di Matisse di librarsi verso il blu infinito e le stelle anziché rovinare a terra, e che può essere il terreno di dialogo sulle ragioni delle scelte con tutti, senza distinzioni, del tutto laicamente: “sui tetti”, appunto! Siamo certissimi che la decisione di porre il “cuore” come criterio più ragionevole sia soprattutto della libertà di ciascuno, anche grazie all’aiuto educativo di chi ci ama.
Ma non va trascurato il forte impatto che il potere e le sue decisioni portano alla mentalità comune e a quella personale. Di qui, l’utilità di comprendere come quest’ultima leva abbia un ruolo sempre crescente nel «cambio d’epoca» – come lo definiva papa Francesco – che stiamo attraversando da una decina d’anni, da quando, cioè tutte le convinzioni sociali e valoriali si sono dissolte.
Siamo intervenuti assieme in oltre duecento fra convegni e seminari e attraverso una miriade di incontri personali. E abbiamo visto che quando si è uniti in un giudizio l’attenzione dei decisori si alza. Il dialogo sulle ragioni del bene comune si fa strada fra chi è chiamato a dare forma di legge al “bene comune”. Nel nostro piccolo, sono oltre sessanta le norme di legge per un umano integrale che sono state approvate negli ultimi tre anni.
In questo cantiere del Festival proviamo una volta l’anno un umile tentativo per aiutarci in un gesto di cultura non omologata, che impari dal reale e ci faccia stupire daccapo di quanto il Fatto cristiano, proprio oggi, possa accompagnarci verso quella pienezza che non possiamo davvero mai smettere di desiderare.

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