«Il Nobel per la pace ai bambini palestinesi»: salgono a migliaia le adesioni della società civile
Docenti, professionisti, sindaci e parlamentari, da Schlein a Bersani, ma anche tanta gente comune. Critica la Comunità ebraica milanese

Oltre 3.000 adesione in poche ore alla mail petizione.gaza@avvenire.it: cittadini comuni, sindaci, professori di scuola e di università, professionisti, sacerdoti e suore. L’iniziativa di Eugenio Mazzarella, docente di Filosofia a Napoli, “Il Nobel per la pace ai bambini di Gaza”, ha avuto vasta risonanza anche nel mondo della politica. Si contano le adesioni della segretaria del Pd Elly Schlein, che chiede di «non far cadere il silenzio su Gaza e sulla situazione drammatica dei minori», e tra gli altri di Peppe Provenzano, Pier Luigi Bersani, Ilenia Malavasi, Silvia Costa, degli europarlamentari Sandro Ruotolo e Matteo Ricci, che osserva: «È un gesto simbolico, ma serve a rompere il silenzio assordante che si è creato intorno alla questione palestinese». Sottoscrive anche Roberta Mori, coordinatrice nazionale delle donne democratiche. Ancora, si registra il “sì” degli ex ministri Livia Turco e Andrea Orlando, e di sindaci come Dario Veneroni (Vimodrone)
L’appello di Eugenio Mazzarella intende porre all’attenzione la mancata attuazione della tregua proclamata lo scorso ottobre: i bambini continuano a essere uccisi al ritmo di uno al giorno, e quelli che sopravvivono tra malnutrizione, malattia, acqua sporca e cure insufficienti «stanno ancora aspettando la fine della violenza che era stata loro promessa». Alle parole dell’ex deputato Pd si sono aggiunte quelle di padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole della Custodia di Terra Santa: «Riconoscere ai bambini di Gaza il premio Nobel per la pace significa dare ancora valore alla parola pace, significa fermare nella storia i diritto alla memoria per i bambini che non potranno diventare adulti e il diritto a un futuro di pace per chi è sopravvissuto all’orrore e all’odio». Compaiono diversi sacerdoti e religiose tra gli aderenti alla proposta: don Marco Tenderini, cappellano del carcere di Lecco, scrive che i bambini di Gaza «sono le vittime più numerose, più innocenti, più rappresentative di tutti i colpiti dal male disumano di tutte le guerre». Suor Roberta Arcaro, delle Suore Francescane Angeline, aggiunge che «questo premio sarebbe un vero schiaffo per i potenti della terra che giocano con la dignità di ogni cosa creata». Tonio Dell’Olio, già coordinatore nazionale di Pax Christi, sostiene che assegnare il Nobel per la pace ai bambini di Gaza ci obbligherebbe «a capire finalmente che cosa la pace deve proteggere. Significherebbe impedire che vengano ricordati solo come numeri: morti, feriti, amputati, orfani, sfollati. Restituirebbe loro un volto e quasi una parola davanti al mondo». Critico sull’iniziativa, invece, il presidente della Comunità Ebraica di Milano, Walker Meghnagi: «Anche io piango per i bambini palestinesi vittime di questo terribile confitto. Ma tracciare una linea di demarcazione sulla sofferenza dei più piccoli è pericoloso. Un’iniziativa come questa cancella i bambini ebrei, anch’essi travolti da una guerra non certo voluta da Israele. È un’apartheid morale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 




