A Napoli adesso «scioperano» anche i cimiteri

di Antonio Averaimo, Napoli
I lavoratori delle due coop che si occupano delle sepolture, da sabato scorso, hanno avviato, l'agitazione a causa dei ritardi nel pagamento degli stipendi
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September 29, 2026
A Napoli adesso «scioperano» anche i cimiteri
Protestano i dipendenti delle due cooperative che assicurano il servizio di sepoltura negli 11 cimiteri napoletani /Ufficio stampa Cisl
Niente sepolture negli undici cimiteri di Napoli. I seppellitori, dipendenti delle due cooperative che assicurano il servizio, da sabato scorso sono in agitazione a causa di ritardi nel pagamento degli stipendi che arrivano anche a quattro mesi e coinvolgono anche la tredicesima e la quattordicesima del 2025. Le cooperative, che sarebbero tenute a garantire ugualmente la sepoltura dei morti, non riescono a farlo, così le bare restano nei depositi. «Innanzitutto, ci dispiace per il disagio che stanno vivendo tante famiglie napoletane in un momento già difficile come il lutto che li ha colpiti», dice Agostino Anselmi, della Cisl Fp Napoli. «Saremmo subito tornati al lavoro, se le cooperative avessero provveduto a dare quanto dovuto a 60 padri di famiglia, che non possono più aspettare e che da anni fanno i conti con una situazione non più sostenibile».
Non è la prima volta, infatti, che questi lavoratori incrociano le braccia. «La cosa che teniamo a precisare – spiega Anselmi − è che il Comune paga regolarmente le società in questione, le quali però non trasmettono le mensilità ai propri dipendenti, pur essendo tenute a farlo». Uno stato di cose, questo, che si trascina da anni e che in passato vedeva lo stesso Comune di Napoli nella veste di insolvente nei confronti delle cooperative. Ma la musica non è cambiata nemmeno da quando i pagamenti dell’Ente si sono fatti regolari. I seppellitori passano di società in società ogni due o tre anni, quando il bando viene rinnovato. Queste si impegnano ad assumerli, ma puntualmente si verificano ritardi con gli stipendi.
La soluzione suggerita da tempo dalla Cisl Fp Napoli, guidata dal segretario generale Nino Matteo, è l’internalizzazione dei lavoratori in un’azienda partecipata del Comune. Un processo, questo, già avviato dall’amministrazione comunale su spinta dello stesso sindaco, Gaetano Manfredi, che dovrebbe concludersi nel giro di pochi mesi e mettere fine a una situazione diventata ormai cronica, esplosa con l’agitazione di questi giorni. La Cisl Fp Napoli non esclude che si possa giungere anche a uno sciopero vero e proprio, oltre a sottolineare come anche in casi del genere le società vincitrici dei bandi siano tenute ad assicurare ugualmente il servizio di sepoltura con altri dipendenti e auspicare che, «oltre alle sanzioni pecuniarie già previste, le autorità preposte valutino contestualmente se procedere per interruzione di pubblico servizio».
Il sindacato confederale, a cui sono iscritti tutti i circa 60 seppellitori in servizio a Napoli, conduce da tempo anche un’altra battaglia in loro favore. Le due coop in questione, infatti, non garantirebbero ai propri lavoratori nemmeno l’attrezzatura più elementare per svolgere le loro mansioni – dalle scarpe antinfortunistica agli attrezzi veri e propri del mestiere −, esponendoli in questo modo anche a seri rischi in termini di infortuni sul lavoro. Anche questo problema, secondo la Cisl Fp Napoli, sarà risolto solo con la loro internalizzazione.

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