Carlo Acutis, boom in tv: «Il mio nome è Carlo» sfiora il 30% di share
Il film di Giacomo Campiotti, trasmesso da Canale 5, ha raccolto 4,269 milioni di spettatori. Un dato che conferma l’interesse per la vita del giovane santo. E il 15 ottobre arriva al cinema il documentario

Puntare sul bene può fare bene anche alla tv. Lo dimostrano gli ascolti di Il mio nome è Carlo, il film tv di Giacomo Campiotti dedicato alla vita di san Carlo Acutis, trasmesso ieri sera, domenica 27 settembre, in prima serata su Canale 5. La pellicola ha conquistato 4 milioni e 269mila spettatori, raggiungendo il 29,6% di share e imponendosi nettamente sulla proposta di Rai 1, la commedia Lo sposo indeciso, ferma al 10,8%. Il film tv sul santo ha registrato picchi del 40% di share. Un risultato eccezionale anche tra il pubblico dei giovani, con uno share del 32.6% sul target dei 15-34enni. Il mio nome è Carlo è visibile su Mediaset Infinity.
Un risultato che va oltre il semplice dato televisivo. Gli ascolti mostrano infatti l’interesse del pubblico per la figura di Carlo Acutis, il giovane milanese morto a soli 15 anni e canonizzato il 7 settembre 2025 insieme a Pier Giorgio Frassati. Una storia di fede, ma anche una vicenda umana capace di parlare a un pubblico ampio, come conferma la grande attenzione che continua a suscitare in Italia e nel mondo.
È anche questo interesse ad avere spinto MFE-MediaForEurope a puntare sulla sua storia. L’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi ha fortemente voluto la realizzazione di un film tv su Acutis, nell’ambito di un progetto più ampio orientato alla produzione di storie positive. E il risultato di Il mio nome è Carlo sembra indicare che esiste un pubblico disposto a fermarsi davanti alla televisione quando sullo schermo arrivano storie di bene, di fede e di speranza.
Carlo Acutis, vent’anni dopo la sua morte, continua dunque a parlare a generazioni diverse. «La santità della porta accanto», come l’ha definita papa Leone XIV nel giorno della canonizzazione, è il filo rosso di due opere che nelle prossime settimane porteranno la sua storia anche sul grande schermo.
Il primo appuntamento è stato quello televisivo con Il mio nome è Carlo, diretto da Giacomo Campiotti che ha ripercorso con sensibilità e poesia la figura di Acutis sottolineandone con attenzione l’aspetto spirituale. Nel ruolo del giovane Carlo c’è il sedicenne Samuele Carrino, che colpisce per la somiglianza con il santo. Nel cast anche Lucia Mascino, nel ruolo della madre Antonia Salzano, e Flavio Parenti, in quello del padre Andrea.
Il film è una coproduzione RTI-Movie Magic International, prodotta da Movie Magic International, ed è tratto dal libro della madre di Carlo, Antonia Salzano , Il segreto di mio figlio. Il volume tornerà in libreria il 6 ottobre in una nuova edizione integrata pubblicata da Piemme.
A completare il racconto sarà poi il cinema. Dal 15 al 21 ottobre arriverà nelle sale Carlo Acutis. Il giovane santo, il docufilm che inaugurerà la nuova rassegna cinematografica I Misteri della Fede, progetto firmato da Nexo Studios e dedicato all’esplorazione della spiritualità, della relazione tra l’uomo e il divino e del senso profondo dell’esistenza.
Prodotto da Officina della Comunicazione, Nexo Studios e Our Films, A Mediawan Company, con il patrocinio dell’Associazione Amici di Carlo Acutis e in collaborazione con Fondazione Cariplo, il film è diretto da Luca Salmaso e ricostruisce la vita e l’eredità spirituale di Carlo attraverso materiali inediti, fotografie, video privati, contenuti esclusivi e le immagini della canonizzazione realizzate grazie alle telecamere di Vatican Media.
Dalla televisione al cinema, dunque, la figura di Carlo Acutis continua a suscitare attenzione. E il quasi 30% di share conquistato da Il mio nome è Carlo offre un’indicazione significativa: la storia di un ragazzo che ha fatto della fede, dell’Eucaristia, della carità e dell’uso della tecnologia strumenti per vivere il Vangelo è capace di raggiungere un pubblico molto più ampio di quello tradizionalmente interessato ai temi religiosi.
Un interesse che, dopo la televisione, sarà ora misurato anche nelle sale cinematografiche. Il «mese di Carlo» prosegue.
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