giovedì 13 dicembre 2018
Nello storico quartiere popolare di inizio 900, "collettiva" dei residenti che hanno condiviso foto dagli anni '30 ai '70 di momenti di festa e lavoro, grazie a un'idea del fotografo Francesco Zizola
Roma, la Garbatella stende in cortile l'album di famiglia

La memoria di un rione di Roma rivive negli stessi cortili in cui si è stratificata. Grazie a una mostra che è anche installazione artistica, seme per un archivio fotografico di quartiere, festa condominiale. Si chiama “Abitare il paesaggio” l’iniziativa ideata dalla galleria 10b Photography del fotografo Francesco Zizola - pluripremiato al World Press Photo - curata dalla storica dell’arte Sara Alberani e promossa dall’Assessorato alla cultura di Roma Capitale col patrocinio del Municipio VIII, nell’ambito del progetto Garbatella Images. La prima selezione sarà in mostra fino al 20 dicembre, poi sono previste altre esposizioni.

La Garbatella - quadrante sud della Capitale, quartiere Ostiense - nasce nel 1920 con la posa della prima pietra di re Vittorio Emanuele III. Prende vita così un quartiere di case popolari dall’architettura accogliente e armoniosa, ancora oggi gestito dall’Ater, l’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale. Noto al grande pubblico per la serie tv dei “Cesaroni”, la “Garba” è un rione dall’atmosfera singolare, con una quiete e un’atmosfera paesana che non ci si aspetta lasciandosi alle spalle il traffico convulso della vicina via Cristoforo Colombo.

“Abitare il paesaggio” è una mostra che dialoga tra le vie del rione: una parte è ospitata nella galleria 10b Photography di Zizola, in via San Lorenzo da Brindisi, che espone undici scorci della Garbatella ripresi da Zizola nel corso di questi anni - un omaggio alla foto analogica con scatti quadrati in bianco e nero - assieme alle immagini del fotografo Giovanni Cocco, che trasforma le umili piante e fiori dei cortili delle vicine case popolari in pagine di un erbario antico, grazie a riprese notturne di foglie e rami, isolati in una dimensione sospesa.

La parte sicuramente più originale della mostra è a un paio di isolati dalla galleria, nei cortili comuni dei lotti 30 e 32, divisi da via Francesca Saveria Cabrini: tra biciclette, gatti e scorci neorealisti su cui veglia la cupola della parrocchia di San Francesco Saverio, ecco undici fotografie tirate fuori dagli album di famiglia dei residenti, ingrandite e stampate su “lenzuoli” di plastica per essere appese come biancheria al vento tra gli altri panni che chi abita qua continua a stendere quotidianamente.

Una mostra di foto d’epoca - stese tra una tuta da meccanico, una maglietta della Roma, un copriletto a fiori - dagli anni ’30 ai ’70, che ripropongono momenti di vita dei residenti. Ed ecco i ragazzini che
giocano a pallone all’oratorio, gli operai del gazometro in posa per la foto di gruppo, le donne che brindano per festeggiare la società di mutuo soccorso delle Sgarbatelle, la bimba col velo bianco della prima comunione tra i familiari. Tra le immagini vintage, due ritratti scattati per l’occasione da
Zizola a due “storiche abitanti”, le signore Silvana, 87 anni, e Fulvia, 99. Il tutto incorniciato da veri panni stesi, soggetto già di per sé particolarmente fotogenico. Dopo aver fotografato il dramma dei migranti nel Mediterraneo e delle mine antiuomo in Angola, Zizola si dedica dunque al “suo” quartiere: «Erano quindici anni che sognavo questo progetto», confessa Francesco Zizola mentre “stende” in cortile le foto che raccontano la piccola grande storia della Garbatella.



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