Sulla Groenlandia Trump ha cambiato idea: ora vuole comprarla
di Luca Miele
Il segretario di Stato Marco Rubio minimizza l'ipotesi dell'invasione militare. Ieri la (timida) reazione dei leader Usa

Contrordine. Niente invasione o operazione militare (per ora). Meglio aprire il portafoglio e ricorrere ai dollari. Resta il punto fermo: la Groenlandia è una "priorità per la sicurezza nazionale" a stelle e strisce. A ricacciare indietro l’opzione militare e a spingere in avanti la possibilità di un’acquisizione della regione artica è stato il segretario di Stato Marco Rubio con alti funzionari dell'amministrazione Trump, secondo quanto ha riferito il Wall Street Journal. Rubio ha chiarito ai parlamentari Usa che le minacce dell'amministrazione contro la Groenlandia non preannunciano un’invasione imminente e che l'obiettivo è quello di acquistare l'isola dalla Danimarca. A sua volta il senatore repubblicano Lindsey Graham, considerato uno stretto alleato di Trump al Congresso, ha fatto sapere che ciò che l'amministrazione sta facendo sulla Groenlandia "riguarda esclusivamente i negoziati". "Abbiamo bisogno del controllo legale e delle tutele giuridiche per giustificare lo sviluppo del territorio e l'invio del nostro personale sul campo", ha dichiarato il senatore.
Quali sono dunque i contorni di una possibile futura azione Usa? Difficile cogliere la reale intenzione dell’Amministrazione Trump, accompagnata da dichiarazioni e prese di posizioni ondivaghe. Ieri la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, ha gelato gli alleati europei che, dopo la timida reazione dell'Unione Europea, si erano stretti intorno all'isola danese. "Donald Trump e il suo team stanno discutendo diverse opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'utilizzo delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo", ha sentenziato.
Poche ore prima i principali leader europei, da Macron a Meloni, da Merz a Starmer, avevano preso posizione respingendo le mire degli Stati Uniti nel timore che, dopo il Venezuela, Donald Trump decida di usare la forza anche per prendere il paese artico. "Il Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, fa parte della Nato. La sicurezza nell'Artico deve quindi essere garantita collettivamente, in collaborazione con gli alleati della Nato, compresi gli Stati Uniti", hanno scritto i leader europei. Da registare il successivo smarcamento di Londra: il presidente americano è un alleato affidabile, "non una minaccia per l'Europa", ha recitato un portavoce del premier britannico Keir Starmer. Usa e Regno Unito sono i due "più stretti alleati" al mondo da decenni, ha chiosato.
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