Dentro il centro di detenzione dell'Ice. Il racconto di un sacerdote scalabriniano
di Agnese Palmucci, Roma
Lo scorso Mercoledì delle Ceneri padre Fossà, insieme ad altri due religiosi cattolici di Chicago membri del gruppo "Coalition for spiritual and public leadership", hanno avuto l'autorizzazione per entrare nel centro di Broadview, e offrire le cure pastorali ai migranti detenuti. «Prima di lasciarli ci siamo stretti le mani e abbiamo pianto insieme», ha raccontato il paroco di Santa Maria del Monte Carmelo.

Padre Leandro Fossà non dimenticherà ciò che i suoi occhi hanno visto lo scorso Mercoledì delle Ceneri. «I quattro migranti che abbiamo incontrato piangevano, distrutti dalla vita – racconta per telefono il sacerdote scalabriniano che, insieme a padre Paul Keller e suor Alicia Gutierrez, lo scorso 18 febbraio è entrato, dopo mesi di permessi negati, nel centro di detenzione di Broadview a Chicago –. Con gli occhi ci ripetevano che la “battaglia era persa”». Con loro i tre religiosi hanno vissuto un momento di preghiera, offrendo l’opportunità di ricevere i sacramenti e il segno delle ceneri. L’Ice, che gestisce il centro, gli ha consentito di entrare soltanto dopo l’ordinanza del giudice federale, arrivata dopo mesi di richieste da parte della comunità cattolica della diocesi.
«Siamo rimasti con il fiato sospeso fino a quando non abbiamo messo piede dentro – ha proseguito commosso – perché non eravamo certi che saremmo entrati davvero». Poi «ci hanno fatto fermare nella sala all’ingresso dell’edificio, senza poter vedere oltre», ha spiegato padre Leandro, attivo, insieme agli altri due religiosi, nel gruppo cattolico Coalition for spiritual and public leadership (Cspl), per la tutela dei diritti dei migranti. Prima di incontrare i detenuti originari del Messico hanno atteso circa un’ora. Fino a quel momento i tre membri del Cspl avevano avuto contatti soltanto con persone addette alla sicurezza, che si sono dimostrate «molto amabili», e «non erano agenti dell’Ice», ha tenuto a specificare il sacerdote. La tensione infatti è salita con l’arrivo della polizia anti-immigrazione, che ha scortato i migranti fino al luogo in cui si trovavano i religiosi.
«Quando abbiamo notato che erano solo in quattro, ci hanno voluto far intendere che fossero migranti appena arrestati, gli unici presenti nel centro di detenzione in quel momento - ha spiegato il missionario, con tono sarcastico - , ma noi sappiamo bene che non è così». A novembre scorso lo stesso giudice federale aveva ordinato alle autorità che gestiscono il centro di Broadview di migliorare le «condizioni disumane» dei migranti detenuti all’interno, costretti a vivere stipati, in sovrannumero, e a «dormire accanto ai bagni» anche per settimane intere. «Abbiamo vissuto con i migranti, che hanno ricevuto la Comunione e le ceneri, quaranta minuti molto intensi – ha aggiunto –. Anche se erano molto confusi e agitati». Probabilmente attendevano di parlare con il console messicano in previsione di un espatrio immediato. «Prima di lasciarli ci siamo stretti le mani con forza, e abbiamo pianto a lungo, in silenzio», ha detto. In quel momento i religiosi hanno assicurato ai migranti che «la Chiesa è al loro fianco» con la presenza e la preghiera.
Quel giorno sarebbe dovuto entrare nel centro di detenzione il cardinale della diocesi di orgine di Leone XIV, Blase Cupich, ma l’incertezza dell’autorizzazione, prima, e poi via libera improvviso da parte dell’Ice, non gliel’hanno permesso, ha spiegato ancora padre Fossà. Il cardinale, così, ha celebrato a Chicago la Messa del Mercoledì delle Ceneri insieme alle famiglie dei migranti detenuti, ricordando loro che «per essere figli di Dio non servono documenti». Per padre Leandro, «portare il conforto di Cristo ai migranti è stata una gioia indicibile, che ha aperto alla speranza per la cura pastorale dei detenuti». Anche il cardinale di Newark, Joseph Tobin, lo stesso giorno ha ottenuto il permesso di celebrare la Messa nel centro di detenzione per migranti della sua diocesi. Adesso sperano che le porte restino aperte a sacerdoti e religiose.
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