Sanremo, Antoniano e Pausini: «Vogliamo un mondo senza guerre»

I bambini del Piccolo Coro e di Caivano commuovono come la testimonianza del giovane Paolo Sarullo. Straordinario il duetto fra Alicia Keys e Eros Ramazzotti
February 27, 2026
Sanremo, Antoniano e Pausini: «Vogliamo un mondo senza guerre»
Laura Pausini e Carlo Conti con il Piccolo Coro dell’Antoniano al Festival di Sanremo
Un pianoforte, una sessantina di bambini biancovestiti e una scritta alle spalle che non lascia spazio a equivoci: “Make Music Not War”. Mentre scorrono le immagini drammatiche dei conflitti a Gaza e in Ucraina, l’Ariston si raccoglie in silenzio. Poi partono le note di Heal the World e la voce di Laura Pausini si intreccia con quella dei piccoli cantori del Piccolo Coro dell'Antoniano e del Coro di Caivano. «Vogliamo tutti un mondo senza guerre e lo vogliamo per loro», dice l’artista. È un inno alla pace che attraversa il teatro e arriva oltre lo schermo.
Il brano, scritto e composto nel 1992 da Michael Jackson, resta uno dei manifesti musicali più intensi contro la violenza. A Sanremo diventa preghiera laica e responsabilità condivisa. I bambini, tutti vestiti di bianco, scendono in platea tra gli applausi. Sono 59 le voci dirette da Margherita Gamberini: tra loro una rappresentanza del Piccolo Coro di Caivano, progetto promosso dal Ministero della Cultura con Antoniano-Opere Francescane. «Portiamo sul palco dell’Ariston un canto di speranza – spiega fra Giampaolo Cavalli –. La musica ci richiama alla responsabilità dell’ascolto, soprattutto verso i più piccoli, perché nei loro sogni si costruisce il futuro di tutti».
È la terza volta per il Coro dell’Antoniano al Festival di Sanremo, il “Sanremo dei piccoli” che in parte ha ispirato lo Zecchino d’Oro. E infatti scatta anche il karaoke: dalle Tagliatelle di Nonna Pina a i 44 gatti, l’Ariston si scopre famiglia.
La serata del direttore artistico Carlo Conti alterna musica e coscienza civile. Commuove il collegamento con Paolo Sarullo, 25enne di Albenga rimasto tetraplegico dopo un’aggressione per rapina da parte di un gruppo di ragazzi. «Non deve accadere a nessuno», dice. Alla domanda se abbia perdonato i suoi aggressori, risponde di sì. Il pubblico si alza in piedi. Il suo cantante preferito è Olly: intona Balorda Nostalgia e l’Ariston lo accompagna in coro. «Non mollare», lo esorta Conti. E lui sorride, con una battuta decisa dimostra tutta la sua forza.
Altro momento di respiro internazionale: il duetto tra Eros Ramazzotti e Alicia Keys. Ramazzotti torna con Adesso tu, a quarant’anni dalla vittoria, e confida: «Sappiamo quello che accade nel mondo, speriamo che le cose cambino». Poi il teatro trattiene il fiato per il duetto in anteprima mondiale su L’Aurora: un momento straordinario, intenso e solenne, con Keys al pianoforte che canta per la prima volta in italiano accanto a Ramazzotti, in un intreccio di voci fenomenale nella nuova versione del brano, uscita a novembre in Una Storia Importante, l’ultimo disco di Ramazzotti. L’interpretazione, potente e delicatissima insieme, viene accolta da una standing ovation. E non è finita: Alicia Keys regala anche una versione solo piano e voce di Empire State of Mind.
Senza dimenticare la gara: tra le Nuove Proposte vince il 19enne Nicolò Filippucci con Laguna, mentre Angelica Bove conquista il premio della critica Mia Martini e quello della Sala Stampa “Lucio Dalla”. A fine serata vengono svelate le prime cinque posizioni della terza serata degli artisti votati da Televoto e Giuria radio e tv, in ordine sparso: Arisa, Sayf, Luché, Serena Brancale e Sal Da Vinci.
Ma il senso resta tutto in quell’immagine iniziale: bambini in bianco, un pianoforte e una promessa. Fare musica, non guerra. Perché la pace non è un ritornello: è un impegno da consegnare al domani.

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