sabato 23 ottobre 2010
Lo strazio quotidiano dell'Iraq raccontato in quasi 400.000 documenti resi noti già ieri da Wikileaks, costretto a pubblicare in anticipo la documentazione dopo la rottura dell'embargo da parte di Al Jazeera. Dall'inizio del conflitto sono morti oltre 66.000 civili, più della metà del totale delle vittime. Nei documenti anche il racconto della morte di Calipari.
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I 400mila nuovi documenti sull'Iraq fotografano sei anni di "bagno di sangue" in Iraq: così il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ha commentato il nuovo materiale sul conflitto iracheno pubblicato dal suo sito. "Questi documenti rivelano sei anni di guerra in Iraq con dettagli dal terreno, le truppe sul territorio, ciò che vedevano, facevano e dicevano", ha dichiarato Assange in un'intervista alla Cnn.Dai documenti usciti dopo che Al Jazira ha rotto l'embargo e ne ha anticipato la pubblicazione è emerso che tra il 2003 e il 209 in Iraq ci sono stati più di 109mila morti, di cui oltre 66mila civili. In particolare si apprende di 15mila persone che hanno perso la vita in incidenti di cui finora non si era saputo nulla e per i quali nella maggior parte dei casi la responsabilità ricade sulle truppe irachene. Documentate anche torture sistematiche sui detenuti da parte dei militari di Baghdad, senza che ci fosse un intervento degli Usa, e uccisioni di civili inermi.Per Assange questi 'filè militari segreti offrono una fotografia molto più nitida rispetto al materiale pubblicato sull'Afghanistan che avevano documentato la morte di 20mila persone. "In Iraq parliamo di un livello di uccisioni cinque volte superiore, un vero bagno di sangue paragonato all'Afghanistan", ha affermato il fondatore di Wikileaks. "Ora di quei morti vediamo non solo il totale, ma anche come è avvenuto il decesso di ogni singola persona, abbiamo le precise coordinate geografiche e l'operazione in cui hanno perso la vita", ha aggiunto, "non si tratta più di anonimi".Per Assange "il risultato di questo materiale è potente e un pò più facile da comprendere rispetto alla complessa situazione in Afghanistan".I militari americani al posto di blocco dell'autostrada per l'aeroporto di Baghdad temevano che l'auto su cui si trovavano Nicola Calipari e la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena fosse imbottita di esplosivo: è quanto emerge da uno dei documenti di Wikileaks resi noti da Federico Gatti, un giornalista del Bureau of Investigative Report di Londra."La fonte dice che, dopo aver ricevuto 500 mila dollari di riscatto per la Sgrena, il capo della cellula di Baghdad le disse di andare direttamente in aeroporto, ma poi informò il ministero dell'interno iracheno che l'auto era un'autobomba. Quando l'auto si avvicinò al checkpoint le venne sparato addosso e il funzionario dell'intelligence italiana Nicola (Calipari) fu ucciso", si legge nel documento.   Il documento dell'Esercito americano fa riferimento all'interrogatorio della "fonte", di cui non viene fatto ilnome ma che viene identificato come l'ex leader della cellula di Baghdad responsabile di molti rapimenti degli stranieri. Arrestato nel 2005, l'uomo venne trasferito in Giordania per essere interrogato. Nel documento c'è una discrepanza con la cronaca: si parla di una Celebrity blu, mentre l'auto di Calipari e della Sgrena era una Toyota Corolla bianca.
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