venerdì 8 agosto 2014
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È una presenza cristiana millenaria quella spazzata via ieri dalle orde barbariche del-l’Isis. È in questa zona che il cristianesimo mesopotamico è prosperato prima di diffondersi in altre direzioni. Decine di chiese e monasteri, centinaia di illustri personaggi laici e religiosi, migliaia di manoscritti possono forse dare una piccola idea di quello che la Cristianità ha perso in un attimo di furia settaria. ParÈ tiamo da Qaraqosh, la “capitale” dei cristiani iracheni.  Al suo nome turco, i locali prediligono quello di Bakhdida, che in aramaico significa “dimora del nibbio”. Yaqut di Hama, un geografo arabo del Trecento, la ricorda come «un paese grande quanto una città» e precisa che «la maggior parte dei suoi abitanti sono cristiani», in particolare siro-cattolici.  Vi sono numerose grandi chiese, come quella del patrono Mar (Santo, in aramaico) Narsay, un teologo del V secolo patrono della città, dell’Immacolata o della Risurrezione, costruita sei anni fa. Altre chiese sono significativamente dedicate a martiri delle diverse epoche: Giacomo, Giovanni Battista, Simona (la madre dei sette fratelli citati nel libro dei Maccabei), Behnam e Sara, Sergio e Bacco. A pochi chilometri dal paese si trova il monastero siro-ortodosso di Giovanni Dailamita, detto anche Naqortaya, che risale al IX secolo. Abbandonato nel 1261 in seguito a un attacco dei curdi, il monastero è stato restaurato nel 1998 ed è diventato un’importante meta di pellegrinaggio. La vicina Karemlesh (o Karemlis) è stata per 90 anni (1332-1426) sede patriarcale della Chiesa d’Oriente.  Anche questo paese vanta numerosi santuari dedicati a santi martiri, come quello di Santa Barbara, la patrona della località, poi San Giorgio, i Quaranta martiri, Mar Mari e la chiesa parrocchiale di Mar Addai, l’apostolo che ha predicato il cristianesimo in Mesopotamia. È in quest’ultima che è sepolto padre Raghid Kenna, assassinato a Mosul nel giugno 2007 insieme a tre diaconi. Le testimonianze cristiane a Bartella risalgono al IV secolo. La località, principalmente abitata da siro-ortodossi, conta quattro chiese e in passato è stata sede di una scuola di canti liturgici.  Molto ricca l’eredità cristiana di Tall Kayf, la siriaca Tel Keppe, la Collina di pietre. La città ha dato numerosi prelati, come il precedente patriarca caldeo Emmanuel Delly, oppure l’attuale vescovo caldeo di Teheran, Ramzi Garmou. La parrocchia centrale è dedicata al Sacro Cuore, costruita vicino alla chiesa dei santi Pietro e Paolo. La città è nota per i santuari, almeno sei, molto frequentati. Più a est, sul monte Alfaf, sorge il monastero Mar Matti, famoso per i suoi manoscritti siriaci.
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