venerdì 21 gennaio 2011
Dopo tre ore di rivolta, le forze dell'ordine albanesi hanno messo fine alle proteste di fronte al palazzo di governo. L'opposizione non ha mai riconosciuto i risultati delle legislative del giugno 2009, accusando il potere di brogli. La settimana scorsa, dopo le dimissioni dal vice-premier Ilir Meta coinvolto in uno scandalo per corruzione, avevano indetto manifestazioni contro il governo e contro il primoministro Sali Berisha. Gli appelli alla calma di Ue, Usa e Ocse.
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Sono tre e sono tutti civili, le persone uccise negli scontri durante le manifestazioni a Tirana. Lo hanno reso noto fonti ospedaliere albanesi. Secondo le stesse fonti almeno 20 sono i manifestanti e 17 i poliziotti feriti. A proposito dei civili uccisi, «le ferite indicano che almeno due sono stati uccisi a bruciapelo da pistole di piccolo calibro - ha dichiarato un medico dell'ospedale militare alla televisione albanese -. Erano già privi di vita quando sono stati portati qui». Secondo lo stesso medico, tra i poliziotti e i militari feriti «tre sono in gravi condizioni».Dopo tre ore di rivolta, la polizia albanese ha messo fine alle proteste di fronte al palazzo di governo. Gli agenti in tenuta anti-sommossa hanno preso il controllo del viale principale, inseguendo alcuni dimostranti nelle vie laterali e anche in alcune zone commerciali.La manifestazione di protesta era stata organizzata dall'opposizione per chiedere le dimissioni del governo ed elezioni anticipate. Un gruppo di manifestanti si è scontrato con i poliziotti schierati davanti alla sede della presidenza del Consiglio. Contro gli agenti sono stati scagliati sassi e altri oggetti. La polizia ha fatto uso dei lacrimogeni e di autopompe per disperdere la folla e ha sgombrato tutta l'area di fronte alla sede del governo. Sono state bruciate alcune macchine, tra cui due della polizia date alle fiamme dai manifestanti SINDACO TIRANA, VOGLIAMO NUOVE ELEZIONI«Non vogliamo prendere il potere con la forza e senza elezioni». Lo ha dichiarato Edi Rama, dirigente dell'opposizione socialista albanese e sindaco di Tirana, mentre in piazza alcune migliaia di manifestanti hanno fronteggiato poliziotti antisommossa. «Il governo - ha aggiunto Rama - deve dare le dimissioni e aprire la strada a nuove elezioni (legislative) anticipate. È la sola soluzione per far tornare il Paese alla normalità». I socialisti albanesi non hanno mai riconosciuto i risultati delle legislative del giugno 2009, accusando il potere di brogli. La settimana scorsa, dopo le dimissioni dal vice-premier Ilir Meta coinvolto in uno scandalo per corruzione, avevano indetto manifestazioni contro il governo e contro il primo ministro Sali Berisha. L'8 maggio in Albania si terranno elezioni amministrative locali.GLI APPELLI ALLA CALMA DI UE, USA E OCSEUn appello alla calma e al dialogo in Albania viene lanciato da Ue, Usa e Osce, che  condannano le violenze avvenute a Tirana. «Deploriamo profondamente il fatto che le dimostrazioni di oggi a Tirana non siano state pacifiche e abbiano provocato alcune vittime», si legge in una dichiarazione congiunta del capo della delegazione Ue in Albania, dell'ambasciata Usa a Tirana e dell'Osce.«La violenza e un eccessivo uso della forza - aggiunge il comunicato - non possono essere giustificati e dovrebbero essere evitati. Facciamo appello a tutte le parti perchè tornino rapidamente alla calma e alla moderazione - si legge nella dichiarazione - e perché ci si astenga da ogni provocazione. L'Albania è un Paese democratico e aspira all'adesione nella Ue, con tutte le necessarie istituzioni democratiche in campo. Rinnoviamo perciò il nostro appello al dialogo costruttivo e al compromesso per risolvere le attuali divergenze politiche».
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