sabato 10 aprile 2010
Stretta dell'esercito thailandese contro le camicie rosse fedeli all'ex premier Takhsin Shinawatra, che da tre settimane chiedono nuove elezioni. I soldati hanno anche sparato sulla folla e l'ultimo bilancio parla di 11 morti e 600 feriti.
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Stretta dell'esercito thailandese contro le camicie rosse fedeli all'ex premier Takhsin Shinawatra, che da tre settimane chiedono nuove elezioni. Le forze di sicurezza di Bangkok hanno attaccato il quartier generale dei manifestanti, nel cuore della capitale, a 500 metri dal ponte di Phan Fah, per tentare di strapparlo al loro controllo. La polizia ha sparato proiettili di gomma e gas lacrimogeni, mentre i manifestanti hanno risposto con bombe molotov: l'ultimo bilancio parla di 11 morti e 600 feriti. Nel quartiere storico della capitale, un'esplosione ha ferito 20 soldati. Se in un primo momento i dimostranti avevano dato un ultimatum di 15 giorni al premier per sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni, ora uno dei leader del movimento, Veera Musikapong, ha chiesto ad Abhisit Vejjajivam di sciogliere "immediatamente" il Parlamento e lasciare il Paese. La protesta si estende a macchia d'olio anche nel nord: a Chiang Mai, la città natale di Shinawatra, centinaia di 'camicie rosse' si sono radunate all'esterno della sede del governo locale, circondato dalla polizia. Manifestazioni anche a Udon Thani, nel nordest. Le 'camicie rossè non riconoscono la legittimità del governo di Abhisit, che conquistò il potere nel 2008 dopo il golpe che due anni prima aveva depostoil premier Takhsin.
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