sabato 29 settembre 2018
Sei donne affette da albinismo scaleranno la vetta più alta dell'Africa per sensibilizzare la popolazione sulle persecuzioni che subiscono i “bianchi”
Le sei scalatrici lunedì iniziezanno òla scalata del Kilimangiaro in Tanzania

Le sei scalatrici lunedì iniziezanno òla scalata del Kilimangiaro in Tanzania

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Sei donne africane affette da albinismo cominceranno lunedì la scalata del monte Kilimangiaro in Tanzania. L’obiettivo è attirare l’attenzione sulle persecuzioni contro gli albini in Africa: vittime di credenze e superstizioni, sono decine le uccisioni ogni anno. «Siamo stanche di essere considerate delle incapaci, insultate e escluse dalle nostre società – ha dichiarato Jane Waithera, kenyana e leader della spedizione –. Quindi eccoci qua, sei donne di successo con l’albinismo che vogliono scalare la montagna più alta dell’Africa per ispirare altre persone con la stessa malattia». Le scalatrici amatoriali hanno tra i 26 e i 35 anni. Provengono da Kenya, Tanzania, Nigeria, Sudafrica, Zimbabwe e Senegal. Si sono allenate per diverso tempo e presto inizieranno a raggiungere la vetta di quasi seimila metri.

“Sono ancora viva nonostante mi siano successe così tante cose tristi nella vita – racconta Mariamu Staford, una delle partecipanti all’impresa –. Dieci anni fa, mentre stavo dormendo nella mia stanza, mi hanno tagliato le braccia ma non la voglia di sopravvivere”. Gli africani affetti da albinismo (i “neri bianchi”ime di uccisioni e mutilazioni. I guaritori tradizionali si servono infatti delle parti del corpo di un albino per produrre pozioni magiche e venderle ai propri clienti. Un fenomeno che viene denunciato in modo sempre più determinato.

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