venerdì 28 agosto 2015
​I parenti dei tre milanesi scomparsi durante un'immersione vicino l'isola Sangalaki, nel Borneo orientale, lanciano una raccolta fondi per finanziare nuove operazioni di ricerca.
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È una vicenda oscura quella dei tre sub milanesi scomparsi il 15 agosto scorso durante un’immersione in Indonesia nei pressi dell’isola Sangalaki, nel Borneo orientale. Lo è per vari motivi, a partire dalla versione dell’unico superstite di quella spedizione: la guida indonesiana, Osland, il cui racconto non convince i parenti di Alberto Mastrogiuseppe, Michela Caresani e Daniele Buresta.

Una storia che si è conclusa senza lasciare ai familiari nessuna certezza se non quella della Protezione civile indonesiana che, racconta ad Avvenire la madre di Alberto Mastrogiuseppe, Enrica Bertolo, "ci ha fatto sapere di aver tentato tutto il possibile e ci ha comunicato la chiusura delle operazioni di ricerca".  È anche per questo che dal termine ufficiale delle operazioni (due giorni fa), la famiglia di Mastrogiuseppe ha deciso di aprire un conto presso l’istituto bancario in cui lavorava il giovane sub per finanziare ulteriori ricerche.

"Non è stato trovato niente. Mia figlia è partita oggi e arriverà stanotte in Indonesia. È in contato con l’ambasciata, ma non sappiamo ancora come muoverci - spiega ancora Bertolo -. Siamo in contatto anche con la stampa locale per cercare di sensibilizzare sull’accaduto".

Si tratta di "una vicenda sfortunata" a cominciare proprio dal ruolo di "una guida disgraziata che è ancora a spasso e che avrebbe dovuto dare supporto e invece è l’unica ad essersi salvata - prosegue la madre di Mastrogiuseppe -. Le cose non ci sembrano del tutto definite".

Osland, questo il nome dell'istruttore locale, aveva raccontato in un primo momento di aver visto riemergere tutti e tre i sub, ma di aver poi perso i contatti con loro prima di nuotare da solo verso i soccorsi. Una versione che sembra non convincere i parenti degli scomparsi, ma la sua deposizione è ancora secretata.

La Farnesina intanto ha fatto il possibile: "Ci hanno supportato come hanno potuto e grazie a loro siamo riusciti a prolungare le ricerche per altri tre giorni oltre i sette previsti dalle autorità locali, ma non è emerso nulla". I ragazzi "erano esperti e abbiamo almeno la speranza che siano potuti approdare da qualche parte. Per fare qualche valutazione in più però abbiamo bisogno del report della Protezione civile perché non abbiamo ancora nessun tipo di elemento e non è facile iniziare una ricerca sulla base di nulla".

Le donazioni per finanziare le ricerche possono essere fatte sul numero di conto presente sulla pagina Facebook Help us to find Alberto in Indonesia.

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