giovedì 17 ottobre 2019
I curdi: «La Turchia usa napalm e fosforo bianco». Pronta la smentita di Ankara, che accusa "gruppi terroristici". In un video bambini con ustioni compatibili con i gas
Militari turchi fermi al confine tra Turchia e Siria (Ansa)

Militari turchi fermi al confine tra Turchia e Siria (Ansa)

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Il presidente Usa Donald Trump è euforico: "Grandi notizie dalla Turchia, milioni di vite in salvo". Si spiega meglio il vicepresidente americano, Mike Pence che oggi è ad Ankara: è stato raggiunto un accordo per una tregua. Le milizie curde si dovranno ritirare entro cinque giorni dal confine tra Siria e Turchia. Dopo, comincerà il ritiro turco dal Paese mediorientale. E le sanzioni imposte dagli Usa alla Turchia a causa dell'offensiva in Siria saranno tolte appena il cessate il fuoco diventerà permanente.

Così la Turchia otterrà una zona di sicurezza concordata con gli Usa di circa 32 km (20 miglia) oltre il suo confine, in territorio siriano. Di fatto una vittoria per il presidente turco Erdogan, che lascia però aperte delle domande.

Una prima domanda: chi controllerà realmente quest'area, forze militari o di polizia? E saranno costituite da turchi, milizie filoturche, curdi o militari del regime siriano?

Un altro interrogativo importante è: saranno rispettati i diritti fondamentali della popolazione curda, civili, politici e religiosi?

Un serio rischio può essere rappresentato dalla permanenza all'interno di questo territorio-fascia di sicurezza delle milizie islamiste filoturche che, radicalizzate, sembrano rappresentare un pericolo anche per la minoranza cristiana.

I curdi: «La Turchia usa napalm e fosforo bianco»

Napalm e munizioni al fosforo bianco sarebbero stati utilizzati dalle forze turche nella loro offensiva nel nord-est della Siria. L'accusa arriva dall'amministrazione autonoma curda, secondo la quale Ankara avrebbe fatto ricorso alle armi non convenzionali a causa dell'inaspettata resistenza incontrata nella città di Ras al-Ayn.

«L'aggressione turca sta usando tutte le armi disponibili contro Ras al-Ayn - si legge nella nota dei curdi - Di fronte all'evidente fallimento del suo piano, Erdogan sta ricorrendo ad armi che sono vietate a livello globale come il fosforo e il napalm».

Pronta la smentita di Ankara. «È un fatto noto che non abbiamo armi chimiche» ha dichiarato il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar. «Stiamo raccogliendo informazioni che le organizzazioni terroristiche proveranno ad usare armi chimiche per poi far ricadere la colpa sulle nostre forze armate», ha sostenuto Akar, citato dall'agenzia di stampa Anadolu.

I curdi chiedono indagini internazionali sui feriti

Un portavoce delle Forze democratiche siriane, l'esercito di fatto della regione autonoma del Kurdistan, ha invitato le organizzazioni internazionali a inviare esperti: «Invitiamo le organizzazioni internazionali a mandare le loro squadre per indagare su alcune ferite riportate negli attacchi», ha detto sui social network Mustefa Bali, aggiungendo che «nelle strutture mediche nel nordest della Siria mancano team di esperti».

In un video bambini con ustioni

L'Osservatorio siriano per i diritti umani, gruppo di monitoraggio con sede nel Regno Unito e un'ampia rete di fonti sul terreno, dice di non poter confermare l'uso di napalm e fosforo bianco, ma il suo direttore Rami Abdel Rahman riferisce che c'è stato un aumento di ferite per ustioni negli ultimi due giorni e la maggior parte delle vittime proviene dalla zona di Ras al-Ain. Funzionari curdi hanno pubblicato sui social network un video che mostra bambini con ustioni e un medico della provincia di Hasakeh afferma che sono compatibili con l'uso di armi non convenzionali.

Il Daesh avrebbe «liberato» donne dai curdi

I terroristi del Daesh hanno annunciato di avere «liberato» alcune donne che nel nord della Siria sarebbero state prigioniere delle forze curde. Un comunicato diffuso su Telegram rivendica un attacco di «soldati del califfato» contro un quartier generale delle forze curde nei pressi di Raqqa sostenendo che avrebbe portato alla «liberazione di un certo numero di donne musulmane rapite». Non è chiaro chi e quante siano, né di quale nazionalità.

Faccia a faccia Pence-Ergodan

Si è tenuto, questo pomeriggio, ad Ankara l'incontro tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il vicepresidente americano Mike Pence sull'offensiva in Siria. Con Pence c'è anche il segretario di Stato, Mike Pompeo. E' così arrivato l'annuncio di una tregua, come detto prima, che sembra certificare la vittoria di Erdogan, almeno in questa fase.

L'incontro tra il vicepresidente americano Pence e il presidente turco Erdogan ad Ankara (Ansa)

L'incontro tra il vicepresidente americano Pence e il presidente turco Erdogan ad Ankara (Ansa)

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