martedì 15 gennaio 2019
La notizia arriva dall'Unicef, che sottolinea: i più colpito sono i neonati, mancano cure e assistenza, le condizioni di vita nei campi sono durissime
Vittime del freddo. Un bambino in un campo profughi in Siria (Foto d'archivio Lapresse)

Vittime del freddo. Un bambino in un campo profughi in Siria (Foto d'archivio Lapresse) - LaPresse

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Almeno 15 bambini, la maggior parte dei quali di meno di un anno, sono morti in Siria nelle ultime settimane a causa del freddo invernale e della mancanza di cure. È quanto denuncia l'Unicef, precisando che otto di loro sono morti nel campo di Rukban, nel sudest della Siria, per le temperature rigide, mentre altri sette sono morti nella fuga dal bastione jihadista di Hajin.

"Le gelide temperature e le dure condizioni di vita a Rukban, al confine sud occidentale della Siria con la Giordania, stanno sempre più mettendo a rischio le vite dei bambini. In solo un mese, almeno 8 bambini - la maggior parte con meno di 4 mesi e il più piccolo nato da solo un'ora - sono morti", spiega in una nota Geert Cappelaere, direttore regionale dell'Unicef in Medioriente e in Nord Africa. A Rukban, dove l'80% delle circa 45mila persone sono donne e bambini, il freddo intenso e la mancanza di cure mediche per le madri prima e durante il parto e per i neonati, hanno acuito le già difficili condizioni di vita per i bambini e le loro famiglie. Allo stesso tempo - spiega Unicef - nella Siria orientale le dure violenze ad Hajin nell'area di Deir-Ez-Zor hanno causato lo sfollamento di circa 10mila persone dallo scorso dicembre. Le famiglie alla ricerca di un luogo sicuro devono affrontare diverse difficoltà nel lasciare la zona di conflitto e rimangono al freddo in attesa per giorni senza rifugi o aiuti di base. Stando alle informazioni disponibili, il viaggio difficile e pericoloso avrebbe causato la morte di 7 bambini, molti con meno di un anno di vita.

"Le vite dei bambini continuano ad essere troncate da condizioni di salute che potrebbero essere prevenibili o curabili. Non ci sono scuse perché questo continui a succedere nel 21° secolo. La tragica perdita di vite causata dall'uomo deve finire adesso", afferma Geert Cappelaere, aggiungendo che "senza servizi di assistenza sanitaria solidi e accessibili, protezione e rifugi, molti altri bambini moriranno giorno dopo giorno a Rukban, Deir-Ez-Zor e in ogni altro luogo in Siria". "La storia ci giudicherà per queste morti che avrebbero potute essere evitate", dice ancora il direttore regionale dell'Unicef in Medioriente e Nord Africa. L'Unicef chiede a tutte le parti in conflitto e tutti coloro che esercitano un'influenza su di loro di garantire passaggi sicuri a tutte le famiglie alla ricerca di un luogo sicuro fuori dalle aree di scontro e di facilitare l'accesso all'assistenza medica salvavita per i bambini ad Hajin e ovunque in Siria.

"I bisogni di assistenza a Rukban sono più che urgenti, sono estremamente gravi e iniziano a diventare una questione di vita o di morte", prosegue ancora Unicef, chiedendo "a tutte le parti di facilitare urgentemente l'arrivo di un convoglio umanitario a Rukban, che comprenda cliniche sanitarie mobili per distribuire aiuti e servizi salvavita". "Non è sicuramente troppo da chiedere quando le vite di decine di migliaia di bambini - bambini - ne dipendono", conclude Cappelaere.


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