venerdì 1 dicembre 2017
L'indagine è nata prima delle presidenziali di novembre, ma dopo il licenziamento del capo del Fbi Comey ha subito un'accelerazione improvvisa: Trump rischia l'impeachment?
Il presidente Usa Donald Trump (Ansa)

Il presidente Usa Donald Trump (Ansa)

Il via all'indagine Russiagate

Dieci giorni prima delle elezioni presidenziali Usa dello scorso 8 novembre, James Comey, direttore del Fbi, decide di riaprire l’indagine sulle email di Hillary Clinton, chiuse nel luglio precedente. Comey stava indagando però anche sui rapporti fra la campagna elettorale di Donald Trump e la Russia, ma aveva mantenuto il riserbo sull’inchiesta. Il 13 febbraio il consigliere per la sicurezza nazionale, Michael Flynn, appena nominato da Trump, è costretto a dimettersi a causa dei contatti avuti con l’ambasciatore russo a Washington.

Il siluramento del capo del Fbi

Il 9 maggio Donald Trump licenzia il direttore del Fbi, James Comey. La scelta viene motivata dalla Casa Bianca con la «pessima» gestione dell’emailgate che coinvolgeva Hillary Clinton. Il Fbi stava però indagando anche sui rapporti fra Trump e la Russia e per questo la scelta del presidente fa finire la Casa Bianca nella bufera. Il giorno dopo Trump rivela informazioni altamente riservate sul Daesh, ricevute dall’intelligence israeliana, al ministro degli Esteri russo Sergeij Lavrov.

Pressioni per insabbiare

Il 16 maggio il New York Times rivela che il presidente aveva chiesto a Comey, quando era ancora in carica, di archiviare l’indagine su Michael Flynn, l’ex Consigliere per la sicurezza nazionale implicato nel Russiagate. Il giorno dopo l’ex direttore del Fbi Robert Mueller, predecessore di Comey, viene nominato procuratore speciale nell’inchiesta sul Russiagate. Dal punto di vista investigativo, Mueller dovrà supervisionare il lavoro degli investigatori, ed alla fine decidere se procedere ad incriminazioni penali.

Trump indagato? L'impeachment

Giugno 2017, è il Washington Post a svelare che il procuratore speciale sta indagando sul presidente in persona, sospettato di aver ostacolato la giustizia nelle indagini sul Russiagate. Il suo avvocato nega.

La legge statunitense consente al Congresso di intervenire e processare il presidente (o altre cariche pubbliche) in caso sia responsabile di gravi reati. La procedura di impeachment deve essere dichiarata dalla Camera dei Rappresentanti che vota a maggioranza semplice l’incriminazione e sceglie anche chi nel processo sosterrà la pubblica accusa. Il vero e proprio processo si tiene al Senato. Dopo il dibattimento per la condanna e la rimozione del presidente ci vuole il voto dei due terzi dei senatori, cioè 67.

Bufera su Trump jr

Luglio 2017, spunta l'incontro tra Donald Trump jr e un'avvocatessa russa che gli aveva promesso materiale compromettente su Hillary Clinton. Perquisita l'abitazione dell'ex manager della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort.

Le prime incriminazioni

Ottobre 2017, Manafort si costituisce insieme al suo ex socio Rick Gates. Qualche ora dopo l'ex collaboratore della campagna di Trump, George Papadopolous, si dichiara colpevole per aver reso false dichiarazioni all'Fbi.

Flynn si dichiara colpevole

1 dicembre 2017, Flynn ammette di aver mentito all'Fbi sui suoi incontri con l'ambasciatore russo e si dice pronto a testimoniare contro Trump.

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