venerdì 22 ottobre 2010
La polizia francese stamattina presto ha sbloccato l'accesso alla principale delle raffinerie che forniscono carburante a Parigi, mentre i sindacati stanno intensificando la pressione in vista dell'approvazione della riforma pensionistica fortemente voluta dal presidente Nicolas Sarkozy.
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La polizia francese stamattina presto ha sbloccato l'accesso alla principale delle raffinerie che forniscono carburante a Parigi, mentre i sindacati stanno intensificando la pressione in vista del voto  - atteso in giornata - sulla riforma pensionistica fortemente voluta dal presidente Nicolas Sarkozy.«Sono sicuro che la riforma delle pensioni sarà definitivamente approvata dal Parlamento francese fra martedì sera e mercoledì»: lo ha detto il ministro del Lavoro, Eric Woerth, rispondendo all'Ansa nel Transatlantico del Senato francese. Woerth ha confermato che il Senato darà il via libera entro stasera al progetto, mentre lunedì mattina si riunirà la commissione mista paritaria deputati-senatori per concordare un testo unificato. I sei principali sindacati francesi hanno proclamato altri due giorni di proteste per il 28 ottobre e il 6 novembre, a sottolineare la loro determinazione a portare avanti la lotta contro l'impopolare riforma anche quando sarà divenuta legge.«Le proteste non si fermano, abbiamo solo differenti punti di vista su come procedere», ha detto all'emittente radiofonica Rmc Jean-Claude Mailly, a capo del più radicale Force Ouvrier. «Pensiamo ancora che dimostrare non sia sufficiente... abbiamo bisogno di una giornata forte di scioperi nel pubblico e nel privato», ha aggiunto il leader sindacale. Il governo di centrodestra ha fatto ricorso a una misura speciale per accelerare l'iter della riforma al Senato, dove il voto è atteso per la serata.Oltre ai disagi per i trasporti, il presidente deve cercare di gestire anche lo sciopero delle raffinerie, che prosegue da 11 giorni, e i blocchi ai depositi di carburante che hanno lasciato a secco un stazione di servizio su cinque, come ha riferito il ministro dell'Energia Jean-Louis Borloo. «Sarkozy ha dichiarato guerra», ha detto Charles Foulard, che guida i lavoratori del settore petrolifero del sindacato di sinistra Cgt.Intanto il numero uno per le questioni economiche dell'organismo che raggruppa le società del settore chimico dice che la Total ha invocato la clausola di "forza maggiore" nei contratti di alcuni prodotti petrolchimici e che l'industria chimica francese sta perdendo 100 milioni di euro al giorno a causa degli scioperi, cifra che potrebbe salire a 250-300 milioni di euro al giorno.Stamani all'alba, la polizia ha posto fine al blocco alla raffineria della Total a Grandpuits, che rifornisce l'area di Parigi. Ci sono stati scontri tra manifestanti e agenti, e una persona che viene portata via in barella. Con l'indice di popolarità vicino ai minimi di sempre a 18 mesi dalle elezioni, Sarkozy ha garantito che la riforma - a suo dire l'unico modo per tutelare il rating "AAA" per la Francia - sarà approvata.
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