martedì 10 agosto 2010
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Un disastro senza proporzioni, senza precedenti. Le cifre sono enormi. Lo dice Maurizio Giuliano, portavoce dell’Ufficio per il coordinamento degli Affari Umanitari dell’Onu, traducendo in cifre ciò che è sotto gli occhi di tutti. «Alla fine 13,8 milioni di persone sono state colpite dalle recenti alluvioni. Questo disastro è peggiore dello tsunami, del terremoto del 2005 e della tragedia di Haiti». Le cifre parlano chiaro: il terremoto del 2005 ha colpito 3 milioni di persone, lo tsunami 5 milioni di persone, e il sisma di Haiti «solo» 3 milioni. Nulla di paragonabile a questi 14 milioni di disperati. Alle vittime delle piogge monsoniche, si aggiungono di ora in ora gli effetti mortali delle frane. Oltre che in Pakistan, anche nel Kashmir, in India. Per gli aiuti umanitari è una corsa contro il tempo. La pioggia, in queste ore, è particolarmente intensa nel nord della valle di Swat, provincia di Khyber Pakhtunkhwa, in Pakistan. La regione, a vocazione agricola, è stata danneggiata dalle inondazioni. Il fiume Swat è esondato e 22 ponti dello stesso corso d’acqua sono stati inghiottiti dalla furia delle acque che stanno scorrendo giù verso i fiumi Kabul e Indo. Per l’Alto Commissariato per i rifugiati c’è carenza di cibo e medicine. Mancano l’energia elettrica e il gas. L’acqua potabile non è disponibile: i pozzi sono pieni di fango. Anche la capitale del Pakistan, Islamabad, è sommersa da piogge scroscianti. L’Unhcr sta chiedendo più di 21 milioni dollari per rispondere ai bisogni urgenti della popolazione, compresi i rifugiati afghani e le comunità pachistane di accoglienza. Ovunque, fango, frane e detriti rendono difficili i soccorsi. Il premier Yusuf Raza Gilani ha visitato le zone inondate della provincia di Sindh e da lì ha rivolto un appello accorato alla comunità internazionale affinché stanzi nuovi aiuti per far fronte alla «alla peggiore catastrofe umanitaria della storia del Pakistan».Secondo la Federal Flood Commission, più di 248mila case sono state distrutte e 558.000 ettari di terreni coltivati sono stati inondati. Più di 10mila vacche sono morte nel corso degli ultimi otto giorni. La Samaa tv ha ricordato che oltre 1500 persone sono morte a causa di alluvioni e smottamenti del terreno e che le perdite sono state pesantissime per piantagioni, bestiame, infrastrutture stradali, telecomunicazioni, elettricità e acqua. Nelle province del Khyber Pakhtunkhwa e di Baluchistan, in Pakistan, sonho state finora distribuite oltre 12mila tende dell’Acnur insieme a migliaia di altri articoli: teloni, coperte, taniche. Per salvare il salvabile.
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