martedì 14 agosto 2018
E' una medicina messa a punto negli Stati Uniti, la mAb114, quella che dovrebbe aiutare a fermare il focolaio della malattia nella parte orientale del paese.
Funzionari Unicef distribuiscono opuscoli antiebola in Congo, Ansa

Funzionari Unicef distribuiscono opuscoli antiebola in Congo, Ansa

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Il ministro della salute del Congo ha confermato che una nuova cura sperimentale, mAb114, messa a punto negli Stati Uniti, viene usata in questo momento su pazienti colpiti dall’ebola nella parte orientale del paese.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità il bilancio delle vittime fino ad oggi è di 41 vittime. E’ la prima volta che la medicina, costituita da un anticorpo monoclonale e preparata al “National Institutes of Health Clinical Center” a Bethesda, nel Maryland, viene usata nel contesto di uno scoppio di questo virus, che è particolarmente aggressivo e causa una febbre emorragica potenzialmente mortale per uomini e altri primati e anche mal di testa, dolori muscolari, fatica, diarrea, vomito e emorragia.

La cura è stata preparata usando gli anticorpi di una persona sopravvissuta a un’epidemia di Ebola nella città di Kikwit, nella parte occidentale del paese, nel 1995 e si è rivelata efficace al 100% quando sperimentata sulle scimmie. E’ proprio nella Repubblica democratica del Congo che l’ebola fu scoperta, per la prima volta, nel 1976. Diversi focolai si sono ripetuti in più paesi africani da allora. Nell’epidemia più grave, in Africa occidentale, tra il 2014 e il 2016, si erano infettate oltre 28.600 persone ed erano morte oltre 11.300.

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